Sicilia, la regione della mia infanzia

“Diggià la Sicilia sorgeva come una nuvola in fondo all’orizzonte. Poi l’Etna si accese tutt’a un tratto d’oro e di rubini, e la costa bianchiccia si squarciò qua e là in seni e promontori oscuri.”
Giovanni Verga

Sono nata in Sicilia ben oltre un quarto di secolo fa esattamente nel centro Catania per poi crescere in una villetta fuori città immersa nel profumo dei gelsomini e bordata da viali di rose e giardini di fichi d’india. Ho vaghi ricordi dei miei anni trascorsi qui perché mi sono trasferita al nord quando avevo solo cinque anni e, da quel momento, sono tornata solo un paio di volte per andare a trovare i parenti.

Mi vergogno ad ammettere che mi sento una perfetta turista proprio nella città dove sono nata: non capisco il dialetto e tutte le espressioni locali, non conosco bene la città e, come tutti gli altri turisti, mi armo di macchina fotografica per immortalare con avidità gli scorci più caratteristici, perché tutto mi è nuovo.

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Teatro Greco di Taormina

Allo stesso tempo, non sono una turista qualunque, perché molti luoghi hanno un significato particolare legati a quell’infanzia ormai lontana. Quando torno in Sicilia ho una lista di piccole tradizioni che mi piace seguire: mangiare le prelibatezze locali nei posti dove andavano un tempo i miei genitori, fare un giro fino al Rifugio Sapienza dell’Etna e passare dalla via dove anni fa si trovava la mia vecchia casa.

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Mercato del Pesce di Catania

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Quello che mi piace di più è la vitalità di Catania, un cuore vivo che pulsa ad ogni ora del giorno e della notte. Ciò che amo ricordare è il profumo del pane di semola che si espande in tutta la via, la bontà dei pasticcini, la grandezza di ogni brioche, ognuna rigorosamente ripiena – talmente ripiena che ad ogni morso devi recuperare quello che fuoriesce dalla parte opposta.

Per non parlare della granita o del latte di mandorla che mi rinfresca durante le afose giornate d’estate. Il cibo di strada? Ogni scusa è buona per addentare un arancino o un pane condito che racchiude tutti i profumi del Mediterraneo. Questi sono i profumi che ricordo quando ero piccola. Si sa: i ricordi legati all’olfatto sono i più potenti.

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In strada verso l’Etna

Ciò che mi rimane sempre impresso sono i colori accesi di questa terra: il mare è di un azzurro intenso, così come il cielo, il verde dei fichi d’india e delle piante di aloe ai bordi delle strade, il giallo dei limoni, il dorato delle spiagge, il bianco dei gelsomini e il nero della lava.

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I colori della Sicilia

Nei miei ricordi di infanzia ci sono anche le leggende del Castagno dei Cento Cavalli e degli scogli lanciati da Polifemo che oggi formano la Scogliera dei Ciclopi. La Sicilia è una regione che racchiude paesaggi meravigliosi, ha un clima invidiabile e con un ricco patrimonio storico, artistico e letterario. Qui la natura è ancora padrona del territorio: vedere l’Etna eruttare di notte è spaventoso ed affascinante allo stesso tempo.

Mi dispiace essermi allontanata da questa terra e tra i miei desideri di viaggio c’è anche quello di visitarla, senza limitarmi alla sola zona di Catania e Taormina come ho sempre fatto in questi anni. Vorrei conoscere davvero questa regione in lungo e in largo, non solo per apprezzarne il lato turistico, ma anche per riscoprire un po’ le mie origini e capire cosa porto ancora dentro di me. Perché alla fine le radici riaffiorano sempre nei modi più impensabili.

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A Taormina

Le volte che sono stata in Sicilia sono arrivata in aereo, spostandomi poi con i pullman (es. Catania- Taormina) e mezzi privati. Visto che amo il mare, mi piacerebbe provare il traghetto per spostarmi nelle isole Eolie e, perché no, navigare direttamente da Genova a Palermo… penso che arrivare in Sicilia via mare abbia un fascino particolare.

Quali città avete visitato? Se avete fatto un tour della regione, come vi siete organizzati?
Mi piacerebbe conoscere anche le vostre esperienze.

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L’Etna è onnipresente!