Il fascino di Salvador de Bahia in Brasile: una breve guida

Prima di visitare Salvador De Bahia ne avevo già sentito parlare a lungo. Avendo seguito diversi corsi di antropologia culturale all’università, Bahia era spesso citata come esempio di sincretismo religioso per via del candomblé. Ho avuto l’enorme fortuna di avere una professoressa estremamente preparata che ha svolto diverse ricerche sul campo e, già anni fa, avevo sviluppato una profonda curiosità per questa zona del Brasile, così ancora legata a tradizioni antiche. Poterci andare di persona qualche anno dopo è stato qualcosa di davvero speciale.

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Pelourinho

Trovo questa città estremamente affascinante per i colori del Pelourinho, per l’artigianato del Mercado Modelo, per essere la culla della capoeira, per il bianco candido dei vestiti delle bahiane e, ovviamente, per la sua importanza storica. Tuttavia, sono dispiaciuta nel sentire che molti brasiliani non apprezzino questa città come si dovrebbe poiché considerata povera, sporca, pericolosa e fatiscente… non capiscono, invece, l’enorme potenziale culturale, storico e turistico.

fitas salvador bahia
Le cosidette “fitinhas”

Questa città mi ha colpito molto più di Rio de Janeiro per l’energia che emana e che coinvolge tutti i sensi. Magari mi sbaglio, ma Salvador mi fa fare un salto nel tempo e mi dà la sensazione di essere in un Brasile più autentico e tradizionale.

 
 
 
 
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Salvador è la capitale dello Stato di Bahia e chiamata comunemente dai locali sia Salvador che Bahia, ma il nome originale è São Salvador da Bahia de Todos os Santos, dato da Amerigo Vespucci in onore giorno della sua scoperta, il giorno di Ognissanti, e in ricordo della chiesa fiorentina della sua famiglia. I portoghesi trovarono qui molta ricchezza di materia prime e presto incontrarono le popolazioni indigene tupinambà e guaranì che però non riuscirono a sottomettere; di conseguenza Bahia diventò il primo porto coloniale e il secondo al mondo per la tratta degli schiavi dove furono sbarcati 1.500.000 africani destinati alle piantagioni di zucchero che porteranno la regione ad epoche di grande benessere (non il loro, ovviamente). Essi venivano da Nigeria, Angola, Benin e Congo; dal sud della Nigeria e dell’Angola arriva la cultura yoruba che qui si pone alle basi del candomblé creando sincretismo religioso per evangelizzarsi.

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Orixas

Salvador è stata la prima capitale del Brasile e punto di riferimento della Corona Portoghese in America Latina dall’inizio della conquista. Si nota infatti la ricchezza della sua architettura, soprattutto nel centro storico del Pelourinho, che riprende vari stili che vanno dal XVI al XVIII secolo e le facciate delle case sono dipinte da vari colori sgargianti. Qui si trova anche la prima Facoltà di Medicina del Brasile, ricostruita nel 1903 a causa di un incendio, che oggi è in parte un complesso museale.

L’attuale area del Largo de Pelourinho era in origine un quartiere residenziale poi caduto in decadenza e riqualificato solo dopo la proclamazione come Patrimonio Storico dell’Umanità dell’Unesco nel 1985 per proteggere e dare la giusta valenza storica ad architettonica al centro di stile coloniale.

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I colori di Olodum

La musica, i colori e il profumo del cibo di strada fanno da protagonisti e coinvolgono il turista a 360°. Il suono dei tamburi rimbomba tra le strade e fa palpitare il cuore. Riemergono le antiche origini del continente nero che portano l’anima verso un mondo lontano ed ancestrale. I ragazzi che suonano i tamburi fanno parte del gruppo Olodum, un “blocco” del carnevale di Salvador de Bahia e un’associazione non governativa per il movimento nero brasiliano che promuove l’orgoglio degli afro-brasiliani attraverso le varie forme artistiche e culturali per combatte il razzismo e l’emarginazione. Il gruppo Olodum è anche apparso nel video di Michal Jackson Don’t Care About Us del 1998 e durante i Mondiali del 2002 è stato simbolo della nazionale di calcio brasiliana.

Ma Salvador di Bahia non è solo musica, è anche letteratura: i libri di Jorge Amado raccontano il paese nella sua ricchezza e nella sua miseria, affrontando i temi sociali e culturali come schiavitù e candomblé di una popolazione che al 70% è di origine africana, mescolata con portoghesi e indigeni tupinambà.

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Cosa visitare a Salvador de Bahia

Il modo migliore per visitare Salvador è partire dal porto dove si trova il Porto turistico, il terminal crociere e il Mercado Modelo. Qui è dove attraccavano i Portoghesi dopo aver usato il Porto da Barra. Per salire al Pelourinho è “di dovere” prendere lo storico ascensore di Lacerda da dove si può ammirare una vista spettacolare sul Morro de Sao Paulo e Itaparica.

Sapevate che questa baia è anche un rifugio per le balene che emigrano dal freddo dall’Antartico e vengono qui a riprodursi? Oltre alle bellezze naturali, vale la pena visitare almeno una delle 56 isole che sono state costruite dal duro lavoro degli schiavi: ancora oggi si trovano numerose prigioni e altrettanti segreti…

Vediamo velocemente alcune attrazioni da non perdere assolutamente, specie se è la prima volta che viaggiate a Salvador de Bahia…

PELOURINHO: Come detto e ridetto, è il cuore della città dove trovare le case coloniali, numerose chiese, piazzette nascoste, spettacoli di strada e molto altro…

ELEVADOR LACERDA: per la gente del posto è semplicemente un mezzo di trasporto che collega la città bassa (zona portuale) alla città alta (Pelourinho). Per i turisti è un breve viaggio nel tempo: è stato costruito a fine ‘800 e rinnovato negli anni ’30 con un grazioso stile art-decò.

IGREJA DO SÃO FRANCISCO: importante chiesa situata nel centro storico con meravigliosi interni d’oro che esaltano elaborate decorazioni in stile barocco.

PONTA DA HUMAITÁ: un romantico punto panoramico sulla città dove la gente del posto adora riunirsi per godersi il tramonto.

MERCADO MODELO: uno dei miei posti preferiti, non mi importa che sia diventato turistico. Qui si trova qualsiasi tipo di artigianato: dai tamburi ai berimbau, alle statuette degli Orixas, cangas (parei), costumi e perfino una galleria d’arte… non devo specificare che ho comprato di tutto, vero?

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Galleria d’Arte del Mercado Modelo

FAROL DA BARRA: allontanandosi un po’ dal centro, si arriva ad un quartiere decisamente più moderno che si affaccia su una lunga striscia di sabbia sorvegliata dal Forte de Santo Antônio da Barra (dove si trova il Faro) e il Museo Nautico di Bahia.

BASILICA DA NOSSA SENHORA DO BONFIM: Sicuramente una delle Basiliche più conosciute in tutto il Brasile e costruita nel 1745. Qui si svolge la festa di Lavagem do Bonfim e, soprattutto, è riconoscibile per i nastrini colorati che sono legati ai cancelli. È tradizione comprare questi nastrini (ogni colore corrisponde a una divinità degli Orixas) e legarla al polso con tre nodi mentre si esprimono tre desideri.

RIO VERMELHO: come dimenticare la mia ultima notte a Bahia seduta su un muretto a sorseggiare una birra gelata di fronte alla casa di Yemanjá ad ascoltare musica dal vivo… Rio Vermelho è il quartiere della movida dove trovare numerosi bar, discoteche e ristoranti.

BURACÃO: una spiaggia nascosta tra le case del quartiere del Rio Vermelho e molto frequentata dai giovani. Attenzione però ad entrare in acqua quando il mare è mosso poiché le correnti spesso sono molto forti. In caso di bassa marea, spuntano tante piscine naturali.

ILHA DA ITAPARICA: una stupenda gita di un giorno per conoscere i dintorni della città! Prendete uno scuna (tipo di imbarcazione) dal porticciolo della città e dirigetevi in questa isola dal verde smeraldo. Alcune spiagge famose sono Ponta de Areia e Manguinhos.

PRAIA DE BURAQUINHO: se siete indecisi tra acqua salata e acqua dolce… qui le troverete entrambe! La spiaggia, infatti, si trova vicino alla foce del fiume Joanes ed è dotata di numerosi chioschi e bar dove poter mangiare del saporito cibo locale.

PRAIA DO FORTE: un’altra idea per trascorrere un’intera giornata tra mare, negozietti e ristoranti. Nella maggior parte delle vie non è permessa la circolazione delle auto, quindi il vostro relax è assicurato.

STELLA MARIS: una spiaggia consigliata a coloro che vogliono fuggire dal caos cittadino; tuttavia, anche qui le onde possono essere molto forti.

PROJECTO TAMAR: se volete fare qualcosa di diverso, visitate il centro del Projecto Tamar, a Praia do Forte. Qui si lavora per la salvaguardia della tartarughe marine, si studia il loro comportamento e si controlla il delicato momento della deposizione delle uova.

Cosa mangiare

Essendo vegetariana, ammetto che per me non è stata una missione semplice… nonostante la quantità e le numerosissime alternative di frutta e verdura, i piatti tipici sono quasi esclusivamente a base di pesce. Tuttavia, ho trovato alcune soddisfazioni qua e là… ma ecco per voi, onnivori, una carrellata dei cibi tradizionali più famosi:

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Acarajé

ACARAJÉ: una specie di enorme polpetta di fagioli fritta in olio di dendê (olio di palma), spesso tagliato a metà e ripieno di gamberetti secchi, vatapá, caruru, insalata e condito con diversi livelli di salsa piccante. Questo piatto fa parte dei cibi rituali per Iansã, la dea dei venti e delle tempeste.

BOBÓ: piatto a base di macaxeira (manioca) ou inhame (yam) schiacciato e cotto nell’olio di palma con latte di cocco e condimenti. Si possono aggiungere gamberi, pollo o pesce.

CARURU: verdure, principalmente quiabo (in italiano gombo) spesso abbinate a gamberi secchi, conditi con salsa piccante, olio di palma e spesso usato come accompagnamento ad altri piatti (vedi acarajé).

MOQUECA: piatto con diverse varianti: pesce, gamberi, frutti di mare, frutta secca ecc. e rappresenta la cultura mista brasiliana. Il pesce e le verdure come ingredienti degli indigeni, i condimenti (olio di palma e latte di cocco) importati dagli africani e le grandi pentole di terracotta usate dai portoghesi.

XINXIM DE GALINHA: gallina con gamberi e palma secondo le ricette del candomblé.

VATAPÁ: piatto di origine africana che ha subito diverse varianti in Brasile a seconda degli ingredienti locali. Si abbina spesso all’acarajé ed è fatto con farina (o pane), latte di cocco, olio di palma, arachidi o castagne, condimenti vari e poi tutto frullato.

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Moqueca

3 escursioni da fare assolutamente

Salvador de Bahia è un luogo eccezionale e ne ho parlato abbondantemente in questo articolo. Se credete che avere mappa e guida turistica in mano non sia sufficiente e preferite affidarvi a dei tour organizzati, qui ne propongo alcuni che, secondo me, sono i più interessanti da fare.

Salvador de Baha: tour della città di un’intera giornata di punti di riferimento storici – un’escursione di intera giornata che comprende le attrazioni storiche più famose di Salvador, tra cui l’ascensone Lacerda, la Chiesa di São Francisco, il porto e la zona di Largo da Roma, la collina e la Chiesa di Bomfim e, ovviamente, il Pelourinho.

Candomblé Misteri Tour – un tour decisamente alternativo che vi farà scoprire il misterioso e affascinante mondo del Candomblé da sempre ha plasmato la cultura di questa città. Visiterete il museo afro-brasiliano, la Fondazione Pierre Verger, antropologo francese, e un terreiro, luogo mistico dove trovare un oracolo sacro.

Tour in barca a Frades e Isole Itaparica – ho fatto questa escursione e ne sono rimasta innamorata. Andare in queste due piccole isole è emozionante perché ci si sente immersi nella natura fatta da spiagge bianche e palme di cocco, in un posto ormai privilegiato perché, al mondo d’oggi, è riuscito comunque a preservare la bellezza naturale.

Consigli utili

  • Fa caldo tutto l’anno, con oscillazioni tra i 20°C e i 30°C. Si consiglia di evitare i mesi da aprile ad agosto perché particolarmente piovosi.
  • Non è necessario un visto di ingresso per i cittadini italiani. Il passaporto deve avere una validità residua di 6 mesi e la permanenza in Brasile inferiore ai 90 giorni.
  • È consigliato fare il vaccino per la febbre gialla.
  • Stipulate sempre di un’assicurazione di viaggio, soprattuto per i viaggi intercontinentali e in Paesi tropicali come in questo caso.
  • Durante l’alta stagione avvengono numerose feste e celebrazioni religiose che possono rendere la vostra vacanza più particolare: 4 dicembre – Festa per Iansa; 8 dicembre – Festa di Oxun  2 febbraio – Processione per Yemanjà; poi Carnevale e Capodanno sono ovviamente l’apoteosi delle celebrazioni.
  • Munitevi di creme solari ad alto fattore protettivo e bevete molta acqua. Il sole è veramente forte.
  • Salvador è collegata con numerosi voli diretti interni (es. San Paolo, Rio de Janierio, Belo Horizonte) e dall’Europa da Lisbona, Madrid e Francoforte.
  • L’aeroporto dista dista 30km dal centro ed è possibile raggiungere la città con un taxi speciale a tariffa fissa (R$ 140), un taxi collettivo (con tassometro) oppure gli autobus (ci sono quelli convenzionati a R$ 5,30 oppure quelli pubblici a R$ 3,60). In Brasile si usa tanto Uber, ma non prende bene la connessione dell’app in aeroporto, quindi è consigliabile contattare in anticipo l’autista e scegliere dove farsi venire a prendere.
  • Cercate di evitare le strade troppo isolate e non allontanatevi troppo dai posti turistici: purtroppo la prudenza non è mai troppa.
  • Usate scarpe comode, specie per il Pelourinho dove l’accesso alle auto è vietato e quindi bisogna camminare molto.
  • Ogni venerdì si festeggia il Giorno del Cibo Baiano, approfittatene per mangiare piatti del posto in qualche bel ristorantino.
  •  Il Mercado Modelo e l’Instituto Maua sono i luoghi migliori dove comrpare artigianato e souvenir.

SIETE PRONTI A PARTIRE?

Che altro vi incuriosisce di questa bellissima città?

Se ci siete già stati, invece, raccontatemi la vostra esperienza nei commenti!

il fascino di salvador de bahia una breve guida per una prima visita