Itinerario e consigli per visitare israele in due settimane

Dopo varie peripezie lavorative finalmente arrivano per me le vacanze tanto attese. I piani erano totalmente diversi al momento della prenotazione del biglietto aereo due mesi prima, ma sono partita lo stesso con zaino in spalla, cosciente del fatto che sarebbe stato un viaggio parzialmente in solitaria e non più in compagnia. Nonostante avessi già viaggiato da sola in diverse occasioni, questa volta si è rivelata la prima vera esperienza alla scoperta di un nuovo Paese. Con questo articolo vi racconto brevemente il mio itinerario e vi darò alcuni consigli se pensate di fare un viaggio di due settimane in Israele per la prima volta.

Posso solo anticiparvi una cosa: è stato il viaggio più bello, emozionante e coinvolgente della mia vita.

La mia esperienza in Israele

Quando dico che è stata un’esperienza parzialmente in solitaria è perché, una volta arrivata in Israele, avevo comunque amici da incontrare qua e là. Tuttavia, la maggior parte del tempo l’ho trascorso da sola, scegliendo di giorno in giorno dove andare e cosa fare, adattando totalmente l’itinerario ai miei interessi. Sono partita con l’idea di scoprire questo Paese a fondo, imparando lingua e cultura, senza togliere spazio al divertimento e alle attività all’aperto.

Casualmente ho scelto un periodo dell’anno molto particolare poiché tra settembre ed ottobre si concentrano numerose feste religiose che hanno aggiunto un valore in più al mio viaggio, quali Rosha HashanaYom Kippur Sukkot. Il mio primo viaggio risale al settembre del 2017 e da allora ne sono seguiti molti altri.

deserto masada

Vi svelo un segreto

In realtà, l’itinerario riportato qui sotto rispecchia quello che ho fatto solo fino al 7 ottobre… Non sono mai tornata in Italia l’8 ottobre come avevo programmato: Israele mi ha talmente affascinato che ho rimandato il ritorno il più possibile. Ho aggiunto più giorni di permanenza ad Eilat e a Gerusalemme e, alla fine dei conti, sono rimasta nel Paese per oltre un mese. Tuttavia, quanto segue è ciò che consiglierei a coloro che vanno per la prima volta alternando cultura e svago.

Questo viaggio ha avuto un significato particolare per me proprio per come l’ho sentito e vissuto. Ho abbattuto delle barriere, mi sono lasciata andare e ho cercato sempre il dialogo con turisti e gente del posto. In generale, gli israeliani sono un popolo estremamente gentile, curioso, a volte sfacciato e senza troppi peli sulla lingua, divertente e sempre pronto a dare una mano.

spiaggia di tel aviv

Sono stata invitata alla tradizionale cena del venerdì nonostante fossi per loro perfetta sconosciuta, mi hanno accompagnato in giro per la città, ho conosciuto persone per puro caso in un ristorante, alla fermata dell’autobus e all’uscita del mercato Sarona, intuendo la loro curiosità nel parlare con me (e tuttora sono in contatto con loro).

Nonostante le differenze culturali, politiche e religiose (a seconda del diverso grado di osservanza), ho avuto l’impressione che la maggior parte della popolazione fosse particolarmente collaborativa ed unita. Sapete che molte case non sono chiuse a chiave? I cancelli dei giardini sono spalancati così come alcune porte di casa: è buffo camminare per strada e notare qualcuno che, comodamente seduto sul divano, saluta e continua a guardare la tv. Questo fa riflettere su molti aspetti culturali, tra i quali l’apertura mentale delle persone, l’assenza di paura per lo straniero e la sicurezza interna del Paese.

Viaggiare da sola in Israele: tema sicurezza

Come viaggiatrice solitaria, posso affermare che mi sono sempre sentita sicura a qualsiasi ora del giorno e della notte. A Tel Aviv, ad esempio, ho notato numerosissime ragazze passeggiare a casa tranquille e da sole dopo una serata con amici. Non percepisco la stessa sicurezza quando giro di notte da sola nel centro della mia città (Genova). Inoltre, nei punti più critici (come Gerusalemme) il territorio è supervisionato costatemente dai soldati. Soldati ovunque che inizialmente mi facevano sentire a disagio, poi mi sono abituata e mi trasmettevano sicurezza e serenità. Sono sempre stata aiutata quando non capivo la lingua o mi perdevo e mi sono sentita accolta come in una grande famiglia: una sensazione molto bella, non sempre avvertita altrove

vista masada deserto giudea

Molti israeliani sono rimasti sorpresi e compiaciuti nel sentire i miei apprezzamenti verso il loro Paese perché spesso sentono il giudizio altrui come molto sprezzante, negativo e pesante per ragioni politiche e religiose. È risaputo che Israele non sia ben visto da molti, spesso amplificato dai media. Tuttavia, lasciando di proposito religione e politica da parte, sono stata colpita dalla bellezza oggettiva della città e dei paesaggi, dall’importanza della storia che affonda le sue radici in un passato lontano e, soprattutto, dallo spirito con cui la gente vive il quotidiano.

Nessun posto è perfetto, so che la situazione politica qui è molto delicata, ma Israele è speciale: ha vinto per la calore e atmosfera, mi ha fatto sentire felice e a mio agio e, per questo, avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.

Itinerario di due settimane in Israele

21 settembre: Arrivo a Tel Aviv (esattamente il giorno del Rosha Hashana, l’anno nuovo ebraico)

22-28 settembre: Tel Aviv + gita di un giorno a Masada, Ein Gedi e Mar Morto.

28 settembre: arrivo in serata a Gerusalemme, notte in ostello e partenza all’alba per la Giordania.

29 settembre – 1 ottobre: viaggio in Giordania organizzato da Abrahams Tour con tappe a Jaresh, Amman, Petra e Wadi Rum.

1 – 4 ottobre: Gerusalemme

4 – 7 ottobre: Eilat

8 ottobre: aeroporto di Tel Aviv e ritorno in Italia

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Tel Aviv

Magari alcuni di voi si chiederanno come mai ho passato un’intera settimana a Tel Aviv a scapito di Gerusalemme. Domanda totalmente lecita, dal momento che dal punto di vista culturale e storico, Gerusalemme offre molto di più da visitare. La risposta è semplice: avevo voglia di stare vicino al mare, assorbire l’energia positiva di Tel Aviv e rilassarmi dopo un periodo lavorativo complicato. Se le vostre esigenze sono diverse, consiglio di passare meno tempo a Tel Aviv e dedicare più giorni a Gerusalemme per una visita più approfondita, dal momento che Tel Aviv, a confronto, si riduce a una modernissima città mondana, adatta a chi vuole far festa ogni giorno.

Di Tel Aviv ho apprezzato soprattutto l’atmosfera estremamente vivace e giovanile che manca nella mia città di residenza (Genova). Durante questa settimana ho cercato di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e di assorbirne lo spirito: bar particolari, mercati, street art, tour gastronomici (leggi qui il mio articolo dedicato), passeggiate tra i vicoletti di Jaffa o, più semplicemente, ammirare ogni tramonto con i piedini immersi nella sabbia e una Gold Star in mano.

PER APPROFONDIRE: GUIDA COMPLETA DI TEL AVIV: COSA FARE, DOVE DORMIRE, COSA MANGIARE E TANTO ALTRO…

chiosco frutta frullati tel aviv

Gerusalemme

La Città Santa per eccellenza ed unica nel suo genere per essere sacra alle tre religioni monoteiste. Dopo aver trascorso una settimana a Tel Aviv di stampo fortemente occidentale, arrivare a Gerusalemme ha avuto un impatto decisamente diverso: finalmente ho percepito di essere in un paese mediorientale. Se a Tel Aviv non si vedono molti religiosi vestiti in modo tradizionale, a Gerusalemme sono quasi la maggioranza, esibendo diversi stili di cappelli e indumenti. La città trasmette un’energia molto particolare sia tra le vie del centro che all’interno della città vecchia, nella quale convivono arabi, ebrei, cristiani, greco ortodossi e armeni. Il turismo religioso è predominante e sono moltissimi i gruppi organizzati provenienti da ogni Paese che vengono a scoprire i luoghi più antichi e sacri della città.

guida turistica gerusalemme

Eilat

Ho aggiunto Eilat nel mio itinerario perché volevo fare qualche immersione nel Mar Rosso. Dopo aver ottenuto il primo brevetto da sub, non potevo perdere questa opportunità! Ho cercato alcuni centri di diving e ho portato con me il logbook con le precedenti immersioni insieme alla tessera PADI. La maggioranza dei siti proposti sono adatti anche ai principianti e, già a poca profondità, è possibile ammirare una fauna straordinariamente colorata e magari avere la fortuna di vedere qualche delfino che nuota vicino. La città si rivela un luogo turistico solitamente frequentato da famiglie israeliane e russe. A livello culturale non offre molto, anzi… è considerato dagli stessi Israeliani come un luogo un po’ “tamarro” dove passare le ferie, ma vale la pena una visita qui se siete amanti degli sport acquatici o se volete conoscere il deserto.

Giordania

Sì, lo so. Giordania non è Israele. Mi chiederete come mai l’ho inserita in un itinerario per un viaggio in Israele: la risposta è che spesso si visitano i due Paesi. Insomma, due piccioni con una fava.

Avendo molti giorni a disposizione e considerando la facilità per raggiungere la Giordania, ho deciso di partecipare a un tour organizzato di tre giorni e due notti che mi permettesse di conoscere, soprattutto, Petra e il deserto di Wadi Rum. Si è rivelata un’esperienza indimenticabile, anche grazie al suggestivo campo beduino dove abbiamo soggiornato. Questa gita merita un post a sé e ve ne parlerò più avanti…:)

petra jordan
Petra, Giordania

Voli

Sono diverse le compagnie che operano dall’Italia all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, tra cui varie compagnie israeliane (El Al, Arkia e Israir), le low cost Easy Jet e RyanAir e, infine, Alitalia. Non trattandosi di voli sempre economici, consiglio vivamente di prenotare con anticipo. Abitando a Genova sono riuscita a trovare un comodo volo fino a Tel Aviv (con veloce scalo a Roma) per 250€ andata e ritorno prenotanto un paio di mesi prima.

Alloggi

Considerando che gli alloggi hanno prezzi abbastanza alti (secondo me maggiori rispetto alle grandi capitali europee) bisogna di armarsi di elasticità ed impegno nella ricerca.

Personalmente ho preferito alternare le notti tra ostelli e guesthouse perché se da un lato cercavo la compagnia di altri viaggiatori, dall’altro volevo avere piena padronanza dei miei spazi.

A Tel Aviv ho alloggiato per una settimana presso la Peer Guest House, una struttura estremamente spartana ma ottima per la posizione a due passi dal Carmel Market, Allenby Street e la spiaggia. Tornando a Tel Aviv probabilmente la sceglierei di nuovo per la praticità e la riservatezza o, in ogni caso, opterei per lo stesso quartiere.

A Gerusalemme e ad Eilat ho preferito gli ostelli. Abraham Hostel di Gerusalemme si è rivelato una piacevolissima sorpresa: animato, pulito, ben organizzato e con ambienti comuni perfetti per creare un’ottima vita sociale.

Ad Eilat sono stata all’Arava Hostel, ma non mi ha entusiasmato quanto quello di Gerusalemme: l’ho trovato molto semplice, senza vere e proprie aree per socializzare (nonostante un bel giardino anteriore) e frequentato quasi esclusivamente da famiglie in occasione delle feste del Sukkot: di conseguenza le mie speranze di conoscere gente si sono ridotte a zero. Forse il mio errore è stato quello di cercare la sistemazione troppo sotto data, di conseguenza i siti internet non offrivano molta scelta e proponevano solo hotel di lusso oppure l’ostello. Tornando indietro organizzerei sicuramente tutto con più anticipo, specie tornando ad Eilat in alta stagione.

palazzi jaffa tel aviv

Consigli utili

  • Se avete in mente di organizzare un viaggio in Israele prenotate aereo e alloggi con largo anticipo. A quanto pare non esiste davvero una bassa stagione nelle città principali: le strutture alberghiere (escludendo comunque gli ostelli che vanno a ruba) hanno prezzi folli, specie quando si prenota all’ultimo e spesso è perfino difficile trovare un posto a dormire. Parlo per esperienza personale.
  • Portate con voi una stampa delle vostre prenotazioni, potrebbero servirvi durante il colloquio con la sicurezza dell’aeroporto prima di ottenere il visto. Preparatevi a numerose domande, soprattutto se avete timbri di paesi arabi sul passaporto. Vorranno sapere tutto di voi… e dei vostri amici israeliani.
  • Le lingue principalmente usate in Israele sono l’ebraico, l’arabo e l’inglese. Tour, strutture turistiche, bar, hotel e gente del posto raramente conoscono altre lingue. Nel caso non mastichiate neanche un inglese di base, all’aeroporto sono disponibili degli interpreti per i severi controlli di sicurezza. In mancanza di interpreti, esistono dei moduli pre-stampati in varie lingue, italiano compreso.
    A Eilat le lingue più diffuse sono ebraico e russo e spesso mi sono sentita un po’ persa perfino nelle questioni più semplici: dovevo chidere ai passanti di leggere per me i cartelli, inclusi quelli che distinguevano i bagni maschili e femminili… (no, non c’era il simbolino con gli omini e le donnine!). Mi sono sentita a disagio quasi come se fossi un’analfabeta.
    Se parlate esclusivamente italiano vi consiglio, quindi, di rivolgervi ad un’agenzia o ad un tour operator che fornisce guide o gite organizzate in italiano. Ce ne sono molti disponibili.
  • Se avete intenzione di fare un viaggio itinerante e spostarvi tra varie città, ricordatevi che i trasporti pubblici (treni e bus) non funzionano durante lo Shabbat, quindi dal pomeriggio del venerdì alla sera del sabato. Il resto della settimana, invece, sono frequenti e puntuali. Potete scegliere di spostarvi in treno, pullman o sherut (taxi collettivi) e non è necessario prenotare in anticipo, a meno che non stiate viaggiando in altissima stagione (come era successo a me da Gerusalemme ad Eilat con il pullman della Egged durante le feste del Sukkot!).
  • Ho scaricato due app gratuite che sono state fondamentali: Moovit per calcolare tutti gli orari e quali mezzi di trasporto prendere e GetTaxi che vi permette di prenotare e pagare (anche con carta di credito) i taxi in ogni città. Ho usato moltissimo quest’ultima.
  • A meno che non siate a Tel Aviv (fortemente turistica e “secolare”), ricordatevi di organizzarvi per mangiare: in occasione dello Shabbat tutti i ristoranti e i mercati sono chiusi. Gerusalemme, che ha quasi esclusivamente locali kosher, segue ciecamente questa regola. Il consiglio è andare nella città vecchia e cercare qualche posto arabo o cristiano, oppure comprare qualcosa per tempo.
  • Dall’aeroporto secondario di Tel Aviv Sde Dov è possibile raggiungere Eilat in meno di un’ora (rispetto allle 5/6 ore di pullman). Partono voli frequenti con le compagnie Arkia e Israir e i prezzi sono spesso abbordabili.
  • Non serve portare particolari adattatori per le prese elettriche: nonostante le spine israeliane siano diverse, i nostri comunissimi caricabatterie per il telefono/computer funzionano senza l’uso di adattatori.
  • Conviene ritirare dei contanti dagli ATM, o comunque evitare di cambiare grosse somme all’aeroporto se non per la prima spesa necessaria del taxi/bus per arrivare in città.
  • La mancia è obbligatoria (minimo 10%, diciamo una media del 12% per essere tranquilli) in ogni bar e ristorante. Anche i porta-pizze se la aspettano… fate conto che sia da lasciare ogni volte che c’è un servizio, specie al tavolo, anche per una semplice birra in spiaggia.
  • Se visitate Gerusalemme, portatevi un abbigliamento adatto alla visita dei luoghi sacri ebraici e islamici. In poche parole: copritevi.

Quali consigli aggiungereste?
Com’è stata la vostra esperienza in Israele?
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