Escursione a Masada, Mar Morto e Ein Gedi

Il mio primo viaggio in Israele è stato singolare perché mi sono trovata inaspettatamente da sola per la maggior parte del tempo. Per gestire i miei spostamenti ho cercato su internet tutto quello che potesse piacermi o che valesse la pena visitare. Il primo itinerario che ha catturato la mia attenzione è stato quello che passa per Masada, Mar Morto ed Ein Gedi. A posteriori, posso confermare che siano tappe da aggiungere sicuramente al proprio itinerario, specie se si visita per la prima volta questo magnifico Paese.

masada

Inizialmente ho cercato il modo per spostarmi con i mezzi pubblici ma, considerati i pochi giorni a disposizione e le difficoltà per raggiungere Masada e il Mar Morto, ho preferito affidarmi a un tour organizzato che, in mezza giornata, mi permettesse di visitare il sito storico di Masada, immergermi nel Mar Morto e camminare nell’oasi di Ein Gedi partendo comodamente da Tel Aviv.

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Ho prenotato il tour con Get Your Guide e, tra le varie opzioni, ho scelto quello che prevede la visita di Masada all’alba. Ci sono numerosi tour in partenza da Tel Aviv e Gerusalemme (vedi qui) con piccole varianti, ma consiglio proprio questo: vedere il sorgere del sole nel deserto è da pelle d’oca.

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Dal mio alloggio al centro di Tel Aviv, un taxi mi ha portato all’una di notte al punto di incontro per la partenza dell’escursione.

masada
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Era una calda notte di settembre con la brezza che proveniva dal mare di Tel Aviv, ma una volta salita sul pullman il sonno aveva la meglio a tratti. Quando aprivo gli occhi mi rendevo conto che il centro abitato si faceva sempre più lontano lasciando il posto al deserto. Lungo la strada notavo i posti di blocco sorvegliati da giovani soldati israeliani.

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Arrivo a Masada prima delle 5 del mattino. L’autista mi fornisce alcune spiegazioni, pago l’ingresso al sito e inizio a camminare. Intorno a me è ancora tutto buio e le stelle si vedono perfettamente in quel cielo così lontano dalla città. La prima volta in un deserto…

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Inizio a camminare in quello che viene indicato come lo Snake Path, il sentiero del serpente, che porta fino alla cima dove si trova l’antica fortezza di Masada. Esiste una funivia che porta fino in alto, ma il bello è proprio quella faticosa risalita fino alla cima mentre lentamente sorge il sole.

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Ogni tanto mi volto e guardo il percorso fatto: sembra non finire mai ma sono invece già in alto. Il sole spunta e fa brillare l’acqua del Mar Morto che si trova proprio lì, così vicino a me. Osservando poco più in là posso addirittura vedere il territorio giordano. Mi sento stanca e penso ai giovani israeliani durante il servizio militare che risalgono queste montagne col zaini pesantissimi sulle spalle… Decisamente mi manca un po’ di allenamento.

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Masada, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità dal 2001, è una fortezza che sorge su un altipiano di 400m situato nella depressione del Mar Morto. Questa fortezza è diventata nota dopo l’assedio dell’esercito romano durante la prima guerra giudaica che porta al tragico suicidio collettivo della comunità ebraica. Oggi è un importante simbolo sionista: ogni soldato viene qui almeno una volta nella vita per pronunciare il giuramento di fedeltà al grido di: “Mai più Masada cadrà”.

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Arrivo in cima e inizio ad esplorare l’altopiano. Così desolato e vuoto ma allo stesso tempo estremamente affascinante. Il sole è già caldo ma l’orologio ancora non segna ancora le 8 del mattino.

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Cammino con calma sul territorio polveroso e ammiro con emozione un paesaggio mai visto prima. Tutto intorno a me ha colori caldi che vanno dal rosso al giallo ocra. Le montagne sono levigate e sembrano decorate con eleganti motivi sulle rocce. Prendo il mio tempo per scattare le foto che immortalano questo momento di silenzio e pace prima di tornare al parcheggio dove mi aspetta il minivan per la prossima fermata.

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L’escursione prosegue verso il Mar Morto, una delle maggiori attrazioni turistiche di tutte Israele e luogo che detiene un primato mondiale: mi trovo nel punto più basso della terra, sotto il livello del mare!

mar morto dead sea

Come ogni turista DOC . Eh sì effettivamente si galleggia! L’acqua è così salata che ho paura che qualche goccia mi arrivi negli occhi. L’effetto sulla pelle è altrettanto inusuale… Sembra quasi di essere ricoperta d’olio, eppure è solo una strana conseguenza del sale.

mar morto dead sea

Le docce si trovano a pochi passi dalla spiaggia. Mi lavo bene per evitare arrossamenti sulla pelle e risalgo sul pullman per raggiungere la ultima meta.

mar morto dead sea
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Nel giro di pochi chilometri arrivo nell’Oasi di Ein Gedi, un minuscolo paradiso nel mezzo del deserto abitato da buffi animaletti che si nascondono tra la vegetazione. Tra le rocce scorrono ruscelli che si trasformano in cascate e piscine naturali di acqua dolce dove potersi rinfrescare e riparare dal sole che brucia la pelle.

ein gedi
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L’oasi di Ein Gedi oggi fa parte di uno dei numerosi Parchi Nazionali e nel passato è stata una zona abitata citata perfino nell’Antico Testamento. Si possono esplorare diversi sentieri, ma quello da non perdere è per la Cascata di David.

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Dopo aver scoperto anche questa sorprendente oasi, a metà pomeriggio faccio ritorno alla caotica Tel Aviv. Di sera, senza più forze per uscire a far festa nella “città che non si ferma mai”, non mi rimane che riguardare le foto di questa meravigliosa escursione.

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Se amate la natura e avete tanta energia, consiglio davvero di fare questo tour che darà un valore in più al vostro viaggio. Non ve ne pentirete.

Avete fatto questo tour?

Cosa vi ha colpito di più?

Aspetto i vostri commenti ♥️

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

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