Viaggio alla scoperta dell’Isola di Giava

L’Isola di Giava, situata tra il Mare di Giava e l’Oceano Indiano e a un passo da Bali, è una delle mete più interessanti dell’Indonesia, ricca di attrazioni imperdibili e di scorci che vi faranno restare a bocca aperta. Ecco qualche consiglio per prepararsi al meglio a questa esperienza di viaggio e godersi tutti gli splendidi luoghi presenti in quest’isola.

Candy Indonesia Temple Prambanan

Consigli utili prima della partenza

Per visitare l’Isola di Giava non è sempre necessario richiedere un visto (qui potete trovare tutti i dettagli) ma è obbligatorio essere in possesso di un passaporto della validità di almeno 6 mesi.

Il periodo migliore per visitare l’Isola sono i mesi compresi tra maggio e ottobre, quando le precipitazioni sono minime; da evitare il resto dei mesi dell’anno per via delle precipitazioni abbondanti (e del pericolo cicloni). Portate con voi tutto il necessario per il mare ma anche indumenti come pantaloni lunghi e una giacca se avete intenzione di visitare i templi.
Data la particolarità di questa destinazione, perché non provare a imparare la lingua locale? Potete fare un tentativo e sfruttare siti e app come Babbel per imparare le basi dell’indonesiano, ad esempio, sicuramente un ottimo modo per entrare più in contatto con la gente del posto e rendere il viaggio meno “da turista”.

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Cosa vedere sull’Isola di Giava

  • Yogyakarta, città che rappresenta il vero cuore pulsante di Giava, la sua capitale culturale. Da visitare il quartiere di Kraton, zona fortificata all’interno della quale è possibile trovare il Palazzo del Sultano, luogo in cui vive ancora oggi il sultano (per questo motivo, solo una parte del complesso è visitabile).
  • Tempio buddista di Borobudur, il più grande al mondo, si trova all’interno di un sito archeologico patrimonio dell’Unesco risalente a ben 1200 anni fa.
  • Tempio induista di Prambanan, anche questo patrimonio dell’Unesco e sito all’interno di un complesso spettacolare e davvero imperdibile.
  • Taman Sari. Il  meraviglioso “castello d’acqua” è una residenza-giardino molto suggestiva, composta da palazzi, piscine e canali risalente alla metà del Settecento.
  • Pangandaran. La spiaggia più famosa e più frequentata dell’Isola, con tantissime strutture per turisti
  • Green Canyon. Stupenda attrazione fatta di insenature tra le rocce, immersa nella natura e dall’atmosfera magica
  • Monte Bromo e vulcano Ijen, il vulcano acido più grande del mondo.

Cosa si mangia in Indonesia?

Al contrario della cucina indonesiana, a metà fra quella indiana, cinese e mediorientale, quella tipica di Giava risente solo di alcune leggere influenze cinesi. I piatti più diffusi sono: nasi goreng (riso bollito e fatto saltare in padella, condito con verdure, carne o pesce, spezie e uova), mi goreng (variante del nasi goreng con i noodles al posto del riso), ayam goreng (pollo fritto insaporito da spezie e crema di cocco), gudeg (frutti di albero del pane bolliti), ikan mas bakar (carpe grigliate) e ikan esam manis (pesce in agrodolce), specialità indonesiana.

Infine, non ripartite dall’Isola senza aver provato gli squisiti frutti tropicali tipici di questa zona: fate il pieno di gusto con banane, mango, papaya, cocco e salak, non ve ne pentirete di sicuro.

Sapevi che…?

Nella foresta di Magelang, proprio nel cuore dell’Isola di Giava, c’è il Gereja Ayam, un ex tempio a forma di colomba. La struttura è stata costruita nel 1990 da Daniel Alamsjah e altri 30 abitanti del luogo con lo scopo di accogliere tutti i fedeli, senza distinzione tra le varie religioni; purtroppo il tempio fu successivamente abbandonato per via dei suoi alti costi di manutenzione.

Un’altra curiosità alquanto stramba riguarda lo zibetto, un animaletto delle dimensioni di un gatto e “produttore” di una delle tipologie di caffè più costose al mondo.

Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

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