Un ritorno a bordo…

Avete presente il detto “mai dire mai”? Ecco. Nel luglio 2017, stanca e demotivata, termino quello che credevo il mio ultimo contratto a bordo delle navi.  Da quel momento in poi trascorro circa un anno nella mia città, Genova, con l’intenzione reinserirmi nel mondo lavorativo e tornare ad una vita più regolare. Ho persino comprato una casetta tutta per me!

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Genova Boccadasse

Non è facile riprendere la vecchia routine: alla fine di ogni contratto (di cinque mesi) tornavo per due mesi a “casa”, ma questo periodo era come un passaggio, mi riposavo, gustavo i miei piatti preferiti, andavo in vacanza e non pensavo minimamente all’idea di rimettere radici in città. 

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Eilat – viaggio in Israele

Dopo un meritato viaggio in Israele, comincio a inviare numerosi cv tornando a “subire colloqui”.  Il primo lavoro arriva quasi subito ma, nonostante fosse divertente e coinvolgente (un ostello frequentato da giovani viaggiatori- zaino in spalla- con mille storie da raccontare) è part-time e senza alcuna possibilità di crescita professionale.

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Eilat – viaggio in Israele

Dopo qualche mese ecco un altro impiego, sempre in ambito turistico, ma a tempo determinato. I mesi passano e ormai è di nuovo luglio, alta stagione già avviata, quindi tutte le strutture turistiche sono già organizzate con il personale di rinforzo per l’estate.  Anche spulciando in altri settori, la ricerca di un posto di lavoro decente con un contratto altrettanto decente è davvero difficile e deprimente, pur mettendo in campo laurea magistrale, la conoscenza di più lingue straniere, esperienza lavorativa e voglia di crescere. Nel frattempo riprendo anche gli studi dopo tanto tempo che non facevo qualcosa per me stessa e per arricchire il mio curriculum.

curiosità su genova
Genova Nervi

Com’è possibile che nella mia città, che ogni anno registra sempre più turisti, non ci sia un serio sviluppo in questo settore che porti a nuove assunzioni? Com’è possibile che non maturi una mentalità focalizzata su una migliore e moderna accoglienza? Nonostante le ondate di turisti e tre o quattro navi in porto cariche di persone che scendono in escursione ogni weekend, bar e ristoranti in pieno centro storico hanno ancora il coraggio di dire che la cucina è chiusa, anche per un semplice panino, alle 14.30 del pomeriggio!  Il motivo di tanta ottusa staticità di Genova rimane un mistero irrisolto. La torta di riso è sempre finita (tanto per citare una battuta di un comico locale divenuta ormai linguaggio comune…). 

Ma c’è dell’altro… la vita sociale e gli scambi interpersonali sono ad un livello molto basso: la freddezza della gente ha qualcosa di sorprendente e deludente. Forse sono ormai abituata a vivere lontano e certi atteggiamenti sono per me più evidenti, ma Genova ha davvero dei seri problemi di chiusura verso il prossimo, d’altronde è conosciuta a livello nazionale anche per questo. Il mio ultimo anno è stato piatto come non mai!

Genova, Porto Antico
Genova, Porto Antico

Dopo l’ennesimo colloquio e proposte di contratto ridicole (di cui una da parte di una grande compagnia a livello mondiale… che vergogna!) sento il bisogno di una svolta (e dignità economica).  

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Genova Nervi

Comincia a farsi strada così la nostalgia della vita di bordo: di quel mondo che avevo odiato e amato allo stesso tempo e del quale non avevo mai perso i contatti grazie ai frequenti messaggi con le ex colleghe. Gli aspetti negativi iniziano a sfumare mentre i ricordi romantici riaffiorano. Svolgevo una bella mansione, lo  stipendio era sempre puntuale e al di sopra della media italiana ed ero costantemente in giro per il mondo interagendo con persone di ogni continente, senza mai provare solitudine e noia. Certo, la vita di bordo non è mai rose e fiori e la stanchezza si fa subito sentire perché si lavora tante ore ogni singolo giorno del proprio contratto, ma ci sono anche altri aspetti gratificanti se si ha la fortuna di capitare nel giusto itinerario e un buon equipaggio.

Penso a lungo prima di ricandidarmi, lasciando questa opzione come ultima spiaggia. Navigare di nuovo significava aver fallito a terra? Io credo di no.

Alba a Miami
Alba a Miami

 Lavorare a bordo non è sinonimo di ripiego. È stata una scelta.

Mai dire mai…. chi l’avrebbe detto.

Isole Cayman
Isole Cayman

Arriva novembre 2018. Parto di nuovo.

Sono passati due mesi e mi trovo nei meravigliosi ed invidiati Caraibi, esattamente dove avevo lasciato tutto un anno e mezzo fa, quasi come se dovessi finire qualcosa iniziato tempo fa. Inutile dire che fuggire dal freddo inverno europeo e ritrovare luoghi che avevo apprezzato su queste isole sia fantastico! Una lunga pausa mi è sicuramente servita e ora ho un un miglior approccio verso questo lavoro, mi lascio scivolare addosso ciò che non mi piace e vivo con più spensieratezza.

Scendo spesso dalla nave per vedere luoghi nuovi e stupendi grazie ad una manager finalmente umana e comprensiva e circondata da un buon team. Sono decisamente pronta ad affrontare nuove sfide e, soprattutto, sono tornata a viaggiare. Questo sì, mi mancava tanto!

Paradise Island, Bahamas
Paradise Island, Bahamas

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

2 commenti:

  1. Annalisa, complimenti sinceri per tutte le belle cose che hai fatto e che continui a fare, brava!

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