Piccole sfighe di viaggio: quello che i travel blogger non raccontano…

Stanca di leggere travel blogger che aspirano ad essere guru onniscienti, che parlano di ogni luogo come il “più meravigliosamente meraviglioso che abbiano mai visto” o di come in ogni viaggio siano alla ricerca di sé e bla bla bla, ho deciso di scrivere un articolo un po’ diverso dal solito.

Capita poche volte che un blogger parli delle proprie sfighe o nervosismi, vero? Forse vi farete due risate, o semplicemente vi renderete conto che, dietro ad ogni post che parla di destinazioni meravigliosamente meravigliose, c’è anche dell’altro. In fondo siamo tutti esseri umani, perfino i travel blogger possono essere isterici, sfigati o con poca pazienza durante quei viaggi che descriviamo sempre perfetti. Un blog dev’essere reale e parlare di vita reale.

A parte sfighe minori come:

  • il furto della borsa subito a Barcellona
  • pullman con vecchiette chiassose e pettegole in gita a Fatima
  • bambini che strillano e mi fanno partire l’embolo
  • freddo insopportabile sui traghetti
  • gente losca e potenzialmente maniaca che mi guarda in un vagone vuoto del treno
  • bagagli costantemente persi all’aeroporto (sia all’andata che al ritorno dello stesso viaggio, ma vi pare normale?)
  • prenotazioni in hotel per il mese sbagliato per poi presentarsi in reception con soli dollari mentre ero in Italia (mi han preso per rincoglionita, sicuro!)
  • nausea cronica nell’arrivare ai rifugi di montagna ecc.

vi racconto qui le mie disavventure preferite…

Buona lettura!!!

SFIGHE DI VIAGGIO

Sfiga di viaggio #1
Dopo essermi resa conto, il giorno prima del viaggio, di aver prenotato l’ostello per il mese sbagliato (!!!) il mio itinerario in Polonia subisce un cambiamento e, invece di proseguire verso Varsavia, decido di fare Poznan-Wroclaw e poi Wroclaw-Praga perché ben collegato. Prendo un treno IC ad un ottimo prezzo. La giornata è calda, secca e sole decisamente incazzato: non esagero, quell’estate si sono sfiorati i 40°C. Non ci sono posti a sedere, il treno è pieno di gente manco avessero regalato i biglietti. Mi siedo nel corridoio, anzi, sedermi è una parola grossa perché ogni due minuti qualcuno deve passare dal corridoio per andare in bagno: mi alzo, sposto la valigia, aspetto che la persona ripassi e mi risiedo. Così per tutto il tragitto. Alla fine rinuncio e decido di stare in piedi con la faccia fuori dal finestrino.  In piena estate e con 40°C il treno non ha l’aria condizionata e siamo tutti a boccheggiare come in un carro bestiame. Ad aggravare il tutto, la lentezza esasperante del treno che, sebbene sia un intercity, impiega oltre 4 ore per percorrere poco più di 150km, ovviamente con un ritardo di mezzora. Arrivo a Wroclaw esasperata, stanca, accaldata e decisamente nervosa. L’unica soluzione per calmarmi è buttarmi a letto in un bagno di sudore.

Il famoso viaggio con le ferrovie polacche - travel blogger

Il famoso viaggio con le ferrovie polacche

Sfiga di viaggio #2 con lieto fine
Aeroporto di Manchester, fine dell’Erasmus, ultimo viaggio insieme alle mie coinquiline con destinazione Dublino. Arriviamo al check-in e una di loro ha una valigia da lasciare nel deposito bagagli che ha chiuso pochi minuti prima. Manca poco alla chiusura del gate, cerchiamo di far mettere la valigia in stiva ma per gli standard di Ryanair è troppo pesante. Ok, c’è da pagare la penale e il prezzo è esorbitante. Le ATM e le altre macchinette demoniache per i pagamenti sono lente, danno mille errori e intanto i minuti passano, rischiamo di perdere l’aereo. Cosa facciamo? Lasciamo che Sarah ci raggiunga la mattina dopo o perdiamo tutte e tre il volo e dormiamo insieme in aeroporto? Avremmo perso un sacco di soldi e, contando che eravamo alla fine dell’Erasmus, già ne rimanevano pochissimi. L’altra ragazza ed io andiamo verso l’imbarco e, proprio quando avevamo perso le speranze, vediamo arrivare correndo la nostra amica che è riuscita a vincere la dannata tecnologia delle macchinette e ad imbarcare la valigia. Siamo felicissime! Sarah non perderà parte della vacanza! In compenso io ho dimenticato la giacca poco prima di entrare in aereo e nonostante abbia supplicato quelli dello staff di farmi tornare indietro (o di andare loro a prendermela) se ne sono fregati, eppure era solo una rampa di scale.

Notte passata all'aeroporto di Dublino - il ritorno - travel blogger

Notte passata all’aeroporto di Dublino – il ritorno

Sfiga di viaggio #3 – Questa è successa a mia sorella
Vacanze estive tanto attese: mia sorella e il fidanzato prendono un traghetto da Genova per recarsi in Corsica. Il viaggio inizia ironicamente bene perché vengono fermati dai cani della Finanza per controlli a campione. Tutto bene e proseguono verso la nave. Nello scafo, dove si parcheggia la macchina, conoscono un’altra coppia con la quale passano la serata condividendo un paio di birre e snack vari. Una volta in mare aperto, ormai a notte fonda, la nave ondeggia a causa del mare mosso a tal punto che risulta perfino difficile non barcollare per i corridoi. Mia sorella non resiste più e corre nei bagni a vomitare. Passerà gran parte della serata metaforicamente abbracciata al gabinetto. Passano i minuti e il fidanzato non la vede tornare. Si preoccupa e la trova sdraiata a terra, con colorito verde-grigio e quasi svenuta. Cercano il personale della nave e, quando finalmente arriva qualcuno dice “Vabbuò, signorina. È normale… non ti preoccupare che tra due ore arriviamo” (Due ore?!?!?!!?) e nel frattempo non sono stati forniti né sacchettini per il vomito né pastiglie per il mal di mare. Dette queste parole, lei stava per vomitare sulla moquette della nave, mentre il ragazzo dell’equipaggio, con la scusa di cercare il sacchetto perduto, sparisce nel nulla.

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Sfiga di viaggio #4
Penultima serata nel villaggio turistico scelto per le vacanze in Spagna in Costa Dorata. Insieme agli altri amici trascorro la nottata a chiacchierare sulla spiaggia appoggiando la borsa appena dietro la schiena. Un ragazzo si siede momentaneamente vicino a me e poi si alza di scatto e fugge. Istintivamente apro la borsa: vuota! Niente portafoglio e soprattutto niente macchina fotografica. Proprio a fine vacanza con tutti i ricordi di due settimane!!! Panico e incazzatura feroce. Il giorno successivo, dopo aver provato invano a denunciarlo alla polizia locale, mi rassegno e mi preparo alla partenza. Mia madre, mia sorella ed io carichiamo le valigie sul pullman diretto alla stazione. Una volta scese ci accorgiamo di aver dimenticato lo zaino con dentro la telecamera. Mia madre mi obbliga a fare da guarda alle altre valigie “a costo di ringhiare e mordere chiunque”. Lei e mia sorella corrono dietro al pullman che nel frattempo prende un bivio e sfugge alla loro vista. Nella disperazione scelgono la via di sinistra sperando sia quella giusta, continuando a correre per un paio di chilometri. Mia madre perde colpi e rallenta, mentre mia sorella viene posseduta dallo spirito di Bolt, indossando però le infradito… come abbia fatto a raggiungere il pullman lo sa solo lei. L’autista si ferma e mia sorella, senza fiato, chiazzata in faccia e non conoscendo una parola di spagnolo, riesce a recuperare lo zaino e a tornare piangendo istericamente verso di noi.

Ecco solo alcuni esempi simpatici che mi sono venuti in mente… a voi invece cosa è successo? 

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988.
Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l’ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

2 commenti:

  1. Scusa se rido, ma il bello è che poi quando passa del tempo da questi disastri uno ci ride sopra. La cosa della prenotazione sbagliata mi ha ricordato la mia collega che qualche anno prenotò un volo su New Dehli, però la camera d’albergo per lei e altri due colleghi la prese a Mumbai…
    Per parte mia, di sfighe in viaggio me ne sono capitate eccome: praticamente tutte le volte che viaggiavo con il mio capo!
    Buona giornata ❤️

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