Primo appuntamento con Amsterdam

primo appuntamento con Amsterdam

Spesso i viaggi iniziano o finiscono con delle sorprese, con un cambio di programma o con un mancato rispetto della tabella di marcia. Gli imprevisti possono arricchire il viaggio, come quella volta che, prenotando l’ostello per il mese sbagliato, ho deciso di stravolgere il mio itinerario e andare a Wroclaw invece che a Cracovia. Forse il bello del viaggio è anche questo.
Il mio soggiorno ad Amsterdam è andato così: ho comprato la guida turistica e ho letto su internet numerose informazioni curiose. Questo viaggio doveva essere una sorpresa per mia sorella, di conseguenza desideravo fosse perfetto e ben strutturato. Mentre organizzavo tutto di nascosto, cancellando ogni volta la cronologia di internet. Mille idee, mille spunti, mille luoghi hanno catturato la mia attenzione, ma alla fine abbiamo visitato solo un terzo di quello che avevo spulciato nei vari blog o avevo evidenziato tra le pagine della mia Routard.

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Con Amsterdam ho stretto un patto: ci rivedremo molto, molto presto…

Abbiamo trascorso solo 3 giorni pieni ad Amsterdam alla fine di luglio: troppo pochi, secondo me, per visitare e godere appieno tutto ciò che ha di meraviglioso da offrire.

Amsterdam, come tutte le grandi città, si porta dietro tanti stereotipi: coffee shop, quartiere a luci rosse, biciclette, canali, tulipani, formaggio, mulini e, per i più acculturati, è legata anche alla piccola Anna Frank e a pittori come Van Gogh e Rembrandt.

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Ci siamo godute la città così com’era, camminando tantissimo lungo quei canali che all’inizio mi sembravano tutti uguali. Ci siamo anche perse un sacco di volte e spesso la mappa sembrava non coincidere con le vie che avevamo davanti agli occhi. Abbiamo fatto tre volte il giro del quartiere prima di capire dove si trovasse l’hotel: l’insegna della strada non trascriveva lo stesso indirizzo preso da internet per una semplice “IJ”, per poi capire che si trattava della stessa via! Abbiamo soggiornato presso l’hotel Aalders, un tre stelle perfettamente posizionato in centro e comodo per raggiungere tutto dopo un’abbondante colazione.

Mia sorella ed io abbiamo scelto la spensieratezza: le ricerche che avevo fatto prima del viaggio ci hanno solo dato un’idea di cosa era possibile visitare, ma alla fine tutto era deciso la mattina stessa mentre leggevamo la guida a colazione. Niente musei con code infinite, niente Heineken Experience e niente tour in bicicletta. Abbiamo girato tutto a piedi per conoscere meglio la città e avere una buona scusa per riempirci la pancia. Camminare è sicuramente il modo migliore per vedere Amsterdam per scoprire tutti i suoi giardini interni, osservare le case della gente, ascoltare i turisti che commentano la propria vacanza, curiosare tra i locali e le piccole gallerie d’arte e, soprattutto, per prendersi il proprio tempo, senza alcuna fretta. La città era lì per noi.

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Mi guardavano… e le ho comprate 😀

Purtroppo nonostante fosse luglio, il buon tempo non è stato nostro compagno di viaggio: il cielo plumbeo, i mattoni marroni delle facciate dei palazzi pendenti in avanti e le acque scure e torbide dei canali ci hanno lasciato l’impressione che Amsterdam sia una città cupa, triste ed esteticamente spenta. Tuttavia, l’aspetto della città non corrisponde affatto all’atmosfera che si vive tra le vie del centro: bar e ristoranti sempre pieni, numerosi addii al nubilato, feste in barca con ragazzi olandesi che salutano mentre sorseggiano birra e orde di turisti di ogni età e provenienza. Amsterdam è viva, con un cuore che pulsa ad ogni ora del giorno e della notte, regalando svaghi per tutti i gusti. È una meravigliosa città che ama l’ospitalità, l’ecologia, la tolleranza, il multiculturalismo e con un’offerta culturale estremamente variegata grazie ad iniziative ed eventi tutto l’anno.

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Feste in Barca

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Ovviamente non ci siamo fatte scappare attrazioni famose quali quartiere a luci rosse, mercato dei fiori, coffee shop (evitando quelli del centro pieni zeppi di pivelli sballati e recandoci da Katsu più appartato nel quartiere De Pijp) e non ci siamo tirate indietro ad addentare un pezzo di formaggio mentre con l’altra mano reggevamo un cono di carta con patatine bollenti appena fritte e ricoperte da salsine caloriche. Come poter rinunciare alla frivolezza dell’essere un turista? Una volta contente delle nostre turistate, ho contattato un mio ex-collega per farci accompagnare in alcuni dei suoi locali preferiti e scoprire una Amsterdam diversa, vista dalla prospettiva di uno di un olandese.

Voglio aprire solo una parentesi sui coffee shop e raccontarvi un piccolo aneddoto del nostro viaggio. Mia sorella raramente esce dall’Italia e ha insistito per recarsi in un coffee shop perché “quando mi ricapita”. Dopo varie insistenze, troviamo Katsu, questo piccolo coffee shop frequentato da olandesi. La scelta dei prodotti è varia e decidiamo di comprare un muffin e mangiarlo tranquillamente la sera nella stanza dell’albergo, dopo aver concluso la gita nelle campagne olandesi. Nessuna di noi sapeva che effetti potesse avere, quindi abbiamo l’abbiamo diviso in due e mangiato prima di andare dormire. Com’è andata? Siamo state molto male: sbalzi termici, paranoie e forti cali di pressione durati fino al mattino dopo, momento in cui dovevamo prendere l’aereo per tornare a casa. Conclusione? Mai più! Una volta basta e avanza!!! Ve lo racconto nel caso vi venga in mente di dare un morso a quel muffin maledetto.

Qualche spunto per la vostra visita ad Amsterdam

AMSTERDAM VISTA DALL’ACQUA
Una rilassante gita in battello può essere un buon inizio per conoscere la città. Vi sono più compagnie che operano con prezzi e durate simili e con partenza ogni ora. Abbiamo scelto questa gita anche per le audio guida in varie lingue: cuffie all’orecchio per la spiegazione in italiano ed ecco la città che ci scorreva davanti, con i suoi palazzi scuri ma ravvivati da persiane dipinte, biciclette appoggiate alle ringhiere e vasi di fiori rosa che decorano i ponti. Abbiamo fatto questo tour nel tardo pomeriggio dello stesso giorno in cui siamo arrivate, quindi già stanche dal viaggio, ma impazienti di vedere Amsterdam. Abbiamo scelto la gita in barca quando il tempo iniziava a farsi cupo e non abbiamo corso il rischio di bagnarci. Nonostante la gita in battello sia una turistata, è stata molto gradevole: dopo aver camminato tanto durante il giorno, volevamo comunque continuare a conoscere la città e abbiamo preferito osservarla da un diverso punto di vista.

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House Boat

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UNA PAUSA AL PARCO
Un pic-nic nei parchi cittadini nei quali turisti e gente del posto ama passare il proprio tempo durante le belle giornate. Siamo state a Vondelpark, uno dei più famosi della città per i suoi 84 ettari di terreno: da avere l’imbarazzo della scelta su dove sedersi! Tante panchine, ma soprattutto tantissimi giovani e famiglie sdraiati a terra a chiacchierare, giocare, ascoltare musica e… mangiare. Perché non copiare e organizzare qui un semplice pic-nic? C’era un gruppetto di quattro ragazze strafogarsi intere barrette di cioccolato proprio di fronte, mentre noi ci siamo limitate delle fette di pane di segale imbottito con del formaggio olandese appena acquistato e un succo di frutta. Decisamente molto spartano, sì! Ma che gioia vivere la città in modo così semplice…

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Vondelpark

UNA PASSEGGIATA NEL MERCATO DI ALBERT CUYP 
Se vi piace camminare, allontanatevi appena dal centro, percorrendo silenziose stradine e arrivate fino al quartiere De Pijp, non molto distante dalla zona dei musei. La differenza con il cuore di Amsterdam era evidente: qui ci è sembrato molto più popolare, meno curato e realmente vissuto. Abbiamo trovato palazzi alti con varie bandiere appese alle finestre (qui risiedono oltre 140 nazionalità), qualche vetrina a luci rosse e il maggiore mercato dei Paesi Bassi lungo la Albert Cuyp Straat, da cui deriva il suo nome.

Questo è uno dei maggiori mercati d’Europa, oltre che il maggiore nei Paesi Bassi, con ben 250 banchi regolamentati e aperti ogni giorno dal 1912. Si alternano bancarelle di abbigliamento, cibo (in particolare formaggi e dolci), fiori, oggettistica varia e a metà del percorso incontrerete anche un Bazaar decorato con magnifiche piastrelle smaltate dalle fantasie arabeggianti.

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Alcuni diritti riservati a RNW.org

MANGIARE A FOODHALLEN
Questa è la chicca che abbiamo scoperto grazie al mio amico olandese. Sicuramente è un luogo di tentenza e trovare un tavolo per sederci è stata un’impresa, ma questo mercato coperto è davvero una figata pazzesca! FoodHallen si trova nella zona ovest, precisamente all’indirizzo Bellamyplein 51. Mantiene l’aspetto di un antico capannone ad uso industriale segnato dai binari del tram che, oggi, ha conosciuto una nuova vita: questo enorme complesso ospita sale cinematografiche, asili nido, caffé letterari, aree per eventi e il famoso mercato alimentare dove trovare cibo da ogni parte del mondo e fiumi di birra. *Come poteva non piacermi?* 

Fonte: foodhallen.nl

Fonte: foodhallen.nl

VISTA PANORAMICA DALLA OPENBARE BIBLIOTHEEK
Se, come noi, le viste panoramiche sulla città vi incantano, consiglio un salto nella moderna biblioteca centrale Openbare, situata nella zona del porto oltrepassando una fila imbarazzante bicilette parcheggiate. Una volta entrati, troverete un arredamento essenziale con semplici scaffali bianchi e sedie scure, angoli multimediali, sezioni di riviste quotidiani e libri di ogni genere suddivisi tra ampi saloni e numerosi piani. Prendete l’ascensore in fondo alla stanza principale e salite all’ultimo piano e… godetevi il panorama dalla terrazza esterna!

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Ora ritrova la tua bicicletta…

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Vista panoramica

Questa è solo una piccola parte di ciò che mi è rimasto nel cuore dopo la mia visita ad Amsterdam. Non ho parlato dei curiosi giardini interni, dello stile dei bar che sempre attirano la mia attenzione, dei negozietti particolari e dell’energia positiva che mi ha trasmesso nonostante le mie imprecazioni per non aver portato una felpa pesante nonostante fosse luglio inoltrato. Vorrei visitarla di nuovo e, per un attimo, ho anche provato ad immaginare come sarebbe viverci: forse sono tutti stereotipi, ma ci sono aspetti della cultura olandese che mi attirano particolarmente, come la tolleranza, l’educazione civica, il rispetto, la coscienza etica ed ecologica, la modernità e la semplicità della gente. Solo trascorrendoci molto più tempo potrei capire com’è la realtà di questo Paese, ma nel frattempo, marco sulla mia lunga lista tutte quelle cose bizzarre che posso trovare solo qui e mi fanno venir voglia di partire una seconda volta.

A voi cosa ha colpito maggiormente?
Cosa consigliate di vedere?

amsterdam by night

 

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988.
Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l’ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

3 commenti:

  1. Noi siamo stati all’Heineken Experience principalmente perché quel giorno pioveva e faceva più freddo del solito, e il nostro albergo era in quella zona: se torni ad Amsterdam non ci andare perché sono due ore buttate via. Non si vede nulla del processo di produzione attuale, e le cose del passato le vedi solo in pannelli appesi alle pareti. Una bella trappola per turisti, insomma.
    Se non ci sei stata ti consiglio il quartiere di Jordaan, ex zona operaia con tanti locali, anche etnici.
    Buona giornata 🙂

    • Si, dell’Heineken Experience immaginavo una cosa del genere, per questo che l’ho proprio evitata. Il quartiere Jordaan so che è molto bello da vedere. Non penso di esserci passata durante le mie passeggiate, quindi la prossima volta sarà d’obbligo

  2. Pingback:Da Amsterdam a Zaanse Schans, Marken e Volendam con Tours & Tickets | Viaggiovagando

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