Guadalupa: l’isola a forma di farfalla

guadalupa isola a forma di farfallaEro sul pullman che dal porto mi accompagnava verso Sainte Anne, una delle zone più turistiche e famose dell’isola. A un certo punto sentii musica provenire da altoparlanti posti ai bordi della strada e notai persone mascherate che fermavano le macchine. Indossavano vestiti colorati e maschere di gomma che coprivano interamente il capo rappresentanti scimmie o volti inquietanti… ma chi sono questi? In determinati contesti avrei avuto quasi paura di incontrare gente del genere pensando subito a furti o violenze.

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Inquietante…

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Tranquilli, tutto sotto controllo: mi trovavo a Guadalupa nel periodo del Carnevale!
Tradizione vuole che tanti ragazzi vadano mascherati in giro per le strade a fermare le macchine e chiedere soldi per comprare nuovi costumi di Carnevale, il quale ha un tema diverso ogni anno. Già dal primo di gennaio fino alla fine febbraio questa festa gioiosa si celebra con cibo tipico, eventi organizzati la domenica nei vari comuni dell’isola, manifestazioni in strada sfoggiando abiti con decorazioni, pailettes e tanta musica con percussioni. Il Mercoledì delle Ceneri pone fine a questo periodo di feste: si commemora la morte simbolica di Vaval, il re del Carnevale, il quale viene bruciato in pubblico. Affascinante visitare Guadalupa in questo periodo, vero? Tuttavia, sono sicura che sia altrettanto bello soggiornare qui in altri momenti. 😉

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Carnevale a Guadalupa – foto di Mstyslav Chernov

Guadalupa è un romantico arcipelago a forma di farfalla, composto da Basse Terre, montuosa e selvaggia, e Grande Terre, pianeggiante e ricca di corsi d’acqua, seguite dalle minori Iles de Saintes, Marie Galante, Désirade e Petit Terre. Karukéra è il primo nome attribuito dalla tribù Caribe che si era insediata prima dell’arrivo di Colombo nel 1493 e significa “l’isola dalle belle acque“.

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ASPETTI CURIOSI

Ascoltavo con grande interesse le spiegazioni di Justine, la guida più carismatica che abbia incontrato a Guadalupa, la quale mi raccontò diversi aneddoti. La cultura locale, plasmata attraverso i secoli, ha mescolando i vari aspetti di tutte le popolazioni che sono passate da qui, influenzando modi di vivere e tradizioni gastronomiche. Prendiamo, ad esempio, gli ingredienti un piatto creolo: cipolle, peperoni dolci, latte di cocco, limoni, yam e dashi, spezie… cosa troviamo? Elementi importati dalle genti che per periodi più o meno lunghi hanno abitato in questo arcipelago. Le tribù amerindie Caribe e Arawak provenienti dal Venezuela, gli Europei durante la colonizzazione, gli Africani venduti come schiavi, i cattolici espulsi da Libano e Siria e, infine, gli Indiani che, col termine della schiavitù africana, hanno sostituito la manodopera nelle piantagioni. Un bel miscuglio, non è vero? Un altro aspetto estremamente curioso che lega le differenti culture è l’originale architettura dei cimiteri; Quello di Morne-à-l’Eau ha tombe simili ad una scacchiera: il nero rappresenta il lutto nei paesi occidentali, mentre il bianco ha lo stesso significato in alcuni paesi dell’Africa e dell’Asia.

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Justine amava prendermi in giro, o forse così pensavo. Mi diceva di avere quasi 50 anni, ma vi giuro che ne dimostrava poco più di 30: mi ha confessato che il segreto è curarsi con la natura. Gli abitanti di Guadalupa sono molto legati alla terra e, a prescindere dalla ricchezza e dalla grandezza della propria casa, questa avrà sempre un giardino che la circonda. Il giardino creolo è formato da tre componenti: i fiori che lo circondano per allontanare gli spiriti maligni, gli alberi da frutta e le erbe medicinali. Grazie a queste abitudini, la popolazione è molto longeva e molti preferiscono abitare in campagna per godere di uno stile di vita più sano e tranquillo.

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Cosa si ascolta a Guadalupa? Lo zouk è sicuramente un genere molto di moda, ma sapete che ci sono anche stili più tradizionali nel quale viene utilizzato il grand case, uno strumento di percussioni. Durante le danze, non è il ballerino che segue la musica, ma è il musicista che si adatta al ballerino. Non avevo mai sentito una cosa del genere, dovevo condividere con voi questa chicca!

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COSA HO VISITATO E SUGGERISCO

  • GIARDINO BOTANICO VALOMBREUSE – Questo giardino botanico è l’ideale per una tranquilla passeggiata in mezzo alla natura che non fa mancare nulla: palme, fiori esotici di ogni tipo e alberi di cacao e frutta pane. All’ingresso troverete un bar per gustare un rhum punch e uno spazio per far giocare i bambini. Se volete conoscere meglio la cultura locale, fate un salto nella struttura (situata all’interno del giardino) che rappresenta l’antica casa coloniale e arredata con foto d’epoca e oggetti.
  • CASCATE AUX ECREVISSES – Attraversando il Parco Nazionale di Basse Terre e la sua fitta foresta tropicale, arriverete a un parcheggio dal quale è possibile raggiungere le cascate a meno di 5 minuti di cammino. Questo è un luogo amato e frequentato anche dalla gente del posto e l’ideale per scattare una bella foto.
  • MERCATO DI SAINTE ANNE – Molti turisti si fermano al Villaggio Artigianale di Sainte Anne dove è possibile trovare qualsiasi tipo di souvenir… ma basta camminare meno di 10 minuti sulla strada che costeggia il mare, per imbattersi in un mercato coloratissimo e un po’ meno turistico. Qui ho trovato anche banchi alimentari (non presenti nel Villaggio Artigianale) e opere d’arte fatte dagli stessi artisti che le vendono. Beh, io ho comprato un quadretto dipinto da questo simpatico signore sdentato e ho bevuto un frullato di corossol (frutta con buccia che sembra pelle di coccodrillo… mai trovata in Italia)
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Mercato di Sainte Anne

PRIMA VOLTA A GUADALUPA: QUALCHE BREVE INFORMAZIONE GEOGRAFICA PER ORIENTARSI

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La natura è la protagonista assoluta in tutte le sue varianti, dipende solo cosa cercate.

  • GRANDE TERRE – corrisponde all’ala sinistra della farfalla. Ha un clima più secco rispetto alla adiacente Basse Terre, il che ha permesso estese coltivazioni di canna da zucchero, tuttora fonte importante per l’economia locale. A Grande Terre si trovano i classici paesaggi da cartolina con spiagge di sabbia chiara e palme tanto amati dai turisti: Sainte Anne, Saint François e a Pointe des Chateaux. Rispetto alle altre isole dell’arcipelago, Grande Terre offre maggiore intrattenimento grazie a bar, ristoranti internazionali e di cucina creola, discoteche e casinò. Altri punti di interesse sono l’isolotto di Gosier, ideale per una gita di un giorno e destinazione domenicale d’eccellenza per le famiglie del posto; la regione dei Grands Fonds dove si trova Moule l’antica capitale immersa in un contesto tranquillo lontana dal turismo costiero e, infine Pointe-à-pitre polo economico, porto d’attracco delle navi da crociera e tappa finale della corsa transatlantica chiamata Route du Rhum che parte da Saint-Malo ogni quattro anni.
  • BASSE TERRE – altra ala della farfalla, presenta un paesaggio nettamente più selvaggio. Nel cuore dell’isola troviamo il più importante parco nazionale della Francia (ricordatevi che siamo in territorio francese) dominato dal vulcano Soufrière e dalle numerosissime cascate, fiumi e sorgenti termali. Qui è possibile visitare distillerie di rum e il particolare templo indù di Changy, situato a nord di Capesterre-Belle-Eau.

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  • LES SAINTES – è composto da due isole abitate Terre-de-Haut (abitata dai discendenti di pescatori bretoni del XVII secolo) e Terre-de-Bas (dove si trovavano le popolazioni africani ridotte in schiavitù) situate a pochi chilometri a sudovest da Guadalupa. Quest’isola è l’ideale per trascorrere un po’ di tranquillità lontana dai grandi flussi turistici. Potete godervi il sole in meravigliose baie, fotografare il panorama dai monti vulcanici e assaggiare il tourment d’amour, un dolce tipico al cocco. Sapete che questo piccolo arcipelago è stato nominato come una della Sette Meraviglie del Mondo dall’UNESCO?
  • MARIE GALANTE – è stata scoperta da Colombo durante il suo secondo viaggio, ma abbandonata dai coloni dopo quasi un anno perché non era ricca di metalli preziosi. Ha la forma di un tortino e la sua caratteristica è una cultura agricola ancora radicata.
  • DÉSIRADE – è un’oasi che pare essere rimasta indietro nel tempo. Il nome è stato attribuito da Cristoforo Colombo e dai suoi marinai, i quali desideravano trovare la terra ferma dopo lunghe settimane di navigazione. La natura è fortemente preservata, solo la costa sud è abitata ed esiste un’unica strada.

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

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