Vita di bordo: 10 cose che ogni crew member fa quando torna a casa

Ho raccontato in diversi articoli com’è la vita a bordo delle navi da crociera, analizzando gli aspetti positivi e negativi di questa esperienza. I contratti variano dai 5 ai 9 mesi consecutivi, senza alcun giorno di riposo e con orari spesso estenuanti, tuttavia si impara molto, si conoscono paesi nuovi e si interagisce con persone provenienti da ogni angolo del mondo.

Alla fine di ogni contratto si mescolano sentimenti di tristezza e felicità: si lasciano colleghi che per lunghi mesi hanno condiviso gioie e dolori e le relazioni sentimentali rimangono appese ad un filo con la speranza di un successivo contratto insieme. Allo stesso tempo, i giorni prima dello sbarco, sono caratterizzati da una nuova energia: finalmente a casa per un lungo e meritato riposo.

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QUALI SONO LE DIECI COSE CHE OGNI CREW MEMBER FA QUANDO TORNA A CASA?

1 – DORMIRE
Dormire, dormire, dormire. Dopo aver trascorso mesi con una media di 5-6 ore di sonno al giorno, il primo pensiero di ogni crew member è quello di tornare a casa per buttarsi nel proprio letto. Durante i primi giorni a casa, si è ancora frenetici perché legati ai ritmi della vita di bordo, ma una volta che il corpo (e la mente) realizza di essere in vacanza… è la fine! Si assume la grinta di un orso in letargo e questo cuscino è così morbi….aaaw! che sonno!crew life

2 – MANGIARE

Mesi di riso in bianco. Il sogno di quel piatto di pasta al pesto (nel mio caso perché sono di Genova) che fa venire l’acquolina in bocca. Oh, come mi è mancato! Il cibo dell’equipaggio non è decisamente invitante come quello dei passeggeri, di conseguenza il proprio piatto preferito diventa quasi un miraggio. Potete chiedere a qualsiasi crew member e ognuno di loro risponderà che il ritorno a casa significa, soprattutto, una buon pasto da condividere con i propri cari divorando i piatti nazionali o regionali più amati.

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3- RITROVARE IL TEMPO PER FAMIGLIA E AMICI

Finalmente si è a casa: il tempo con famiglia e amici diventa, quindi, preziosissimo. Molte persone che lavorano a bordo sono sposate e hanno figli piccoli… poterli rivedere dopo tanti mesi è un momento attesissimo. Per quanto riguarda gli amici, invece, si può contate solo su quelli veri che, nonostante la distanza e il tempo, rimangono tali. Una volta a casa non si vede l’ora di contattarli.

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4 – HOBBY E ATTIVITÀ SPORTIVE

A bordo si è vincolati da orari e spazi ristretti e spesso non è possibile portare avanti le proprie passioni, come uno sport all’aria aperta o i propri hobby. Quando torno a casa divoro un libro dietro l’altro, curo il blog, vado in piscina e provo ad imparare qualcosa di nuovo con dei corsi online.

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5- INTERNET

Internet finalmente gratis! A casa possiamo ascoltare musica, vedere film, leggere tutte le notizie del mondo e parlare con quei cari amici lontani. Internet è una risorsa preziosa e a bordo ha prezzi elevati ed la connessione è spesso lenta per ovvie ragioni (siamo in mezzo al mare!). È divertente vedere, infatti, come i bar nei porti vengano presi d’assalto da tutti membri dell’equipaggio appena si trova chi offre WiFi gratis. Sembra che si organizzino delle vere e proprie spedizioni e tutti sono muniti di cuffie per lunghe conversazioni via Skype.

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6 – TURISMO

Giriamo mezzo mondo, ma una volta sbarcati ci piace partire per una vacanza. Stare a casa è rilassante, ma fare un po’ i turisti non ci dispiace affatto, soprattutto perché durante l’imbarco abbiamo solo poche ore disponibili per visitare una destinazione… Per non parlare poi di sentirci, finalmente, dall’altra parte: siamo noi gli ospiti, i clienti, i passeggeri, i turisti, i viaggiatori…

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7- VISITE E COMMISSIONI

Siamo sbarcati: ora dobbiamo fare tutto ciò che è rimasto arretrato da mesi. Visite mediche, controlli per l’imbarco successivo e ogni tipo di commissione e scocciatura che aspettava solo noi per essere portata a termine.

8 – SPENDERE SOLDI

Il tempo nei porti è sempre molto limitato e non tutte le destinazioni sono economiche. Durante il contratto si riesce a risparmiare molto, specie perché non si paga vitto e alloggio, ma una volta tornati a casa si spende per comprare vestiti (a bordo si vive indossando la divisa per la maggioranza del tempo), per andare a cena fuori con amici e famiglia e per tanti piccoli vizi. I soldi vanno via facilmente e, spesso, si aspetta con ansia il nuovo contratto per poter guadagnare e risparmiare di nuovo, soprattutto perché i mesi a terra non sono mai remunerati.

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9 – LAVORO

Come detto nel punto precedente, i mesi a casa non sono mai pagati. Molti di noi cercano un lavoro temporaneo per avere una continuità delle proprie entrate economiche, a scapito di un dovuto riposo nonostante i mesi di lavoro a bordo nei quali si lavora non-stop 7 giorni su 7.

10 – A VOLTE CI SI SCORDA DI ESSERE SBARCATI…

È buffo quando mi confronto con i miei colleghi e scoprire che a tutti succede lo stesso: chiamiamo la propria camera cabina, il piano di un palazzo ponte e ci sentiamo incompleti quando usciamo senza indossare il badge che, inconsciamente, cerchiamo addosso anche agli altri per conoscerne il nome e la nazionalità…

A terra, poi, parliamo solo di lavoro e della life on board usando anche tutte quelle parole inglesi che ormai si mescolano inconsciamente all’italiano “perché a bordo si parla così”… “Beh, oggi abbiamo il drill, poi ho sentito che nei prossimi giorni ci sarà anche una cabin inspection… devo ricordare alla roommate che dobbiamo portare la spazzatura nella garbage room”. 

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

Un commento:

  1. Mi piacciono molto questi post dove racconti i retroscena della vita di bordo! Mi ha davvero stupita leggere che non mangiate bene: non sono mai stata in crociera ma dei miei amici mi hanno mostrato foto di piatti, dove mangiavano come se non ci fosse un domani. Insomma tutto quel ben di dio per gli ospiti – che probabilmente non ne mangiano nemmeno la metà – e voi poveretti a riso bollito? Lo trovo davvero crudele, ci credo che ti sogni il pesto genovese 😉
    E anche internet, avrei dato per scontato che almeno fosse free of charge per la crew!
    Un abbraccio 🙂

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