#CosaMiAspettoDa un nuovo viaggio tra le onde

Curiosare tra i blog è sempre fonte di ispirazione, confronto e arricchimento e quando leggo qualcosa che mi piace commento, condivido e partecipo alla vita di questa grande comunità virtuale. Certi post, poi, sono nati per crearne altri e per stimolare riflessioni, come nel caso dell’hashtag #CosaMiAspettoDa creato da Elisa di RomExperience principalmente per parlare delle aspettative che si hanno prima di un viaggio. Bella idea, mi piace!

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Così nasce questo articolo, ma sotto una chiave diversa: non vado da nessuna parte a zonzo tra le vie di una bella città, o meglio… sì, ci vado, ma per lavoro. In questi giorni mi imbarco per una nuova avventura di altri 5-6 mesi sulle navi da crociera.

Sono felicissima di conoscere nuove destinazioni come Palermo, Valenza e, in particolare, Malta che sogno di visitare da tanto tempo (e non scordiamoci Game of Thrones è stato girato anche, quindi… ecco, non vedo l’ora!) e poi tornerò a Rio de Janeiro e Salvador de Bahia, prenderò il sole nelle spiagge di Búzios e berrò acqua di cocco ad Ilha Bela. Con il Brasile ho un rapporto di amore-odio, ma non posso certo negare che passare due mesi nella sua allegria confusionaria non mi piaccia, in più trascorrerò il Capodanno a ritmo di samba ammirando i fuochi d’artificio che si riflettono sul mare di Copacabana. Un sogno, vero? 

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Photo credit: Brazil Tourism Guide

#CosaMiAspettoDa questo nuovo contratto a bordo? Ogni imbarco è emozionante come se fosse il primo, nonostante ora abbia già un’idea di ciò che trovo e conosca il lavoro. Tuttavia mi aspetto una serie di sfide: una nave nuova che non conosco e decisamente più grossa, colleghi diversi e un itinerario più stancante di quelli fatti in passato. Parto con entusiasmo ma, allo stesso tempo, con un po’ di timore, influenzato dalle arrabbiature e dalle delusioni dell’imbarco precedente. Anzi, posso dirlo apertamente: ho paura di non sopportare più le fredde paratie della nave, di sentirmi nuovamente soffocata e rinchiusa in una specie di gabbia galleggiante, di non saper gestire i colleghi e i loro caratteri, di odiare la condivisione degli spazi più intimi e di diventare troppo insofferente a tutto e a tutti. Eppure, fino a poco tempo fa, avevo solo un’idea romantica del lavoro di bordo.

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Tramonto in Uruguay

Mi aspetto da questo contratto una vittoria su tutte le mie paure e paranoie. La vita di bordo, in fondo, può anche essere bella: non si è soli, è intensa e mai noiosa. Mi sono promessa di mettere in ordine le mille idee che mi ronzano per la testa. Questo tempo a bordo mi permetterà di risparmiare altri soldi per gli eventuali progetti del futuro, conoscere nuove persone che, ognuna a suo modo, avrà un’influenza su di me e dedicare altro tempo al viaggio e alla scoperta. Essere lontani da casa non è semplice, ma vivere a bordo lo è ancora meno perché è un micro-mondo lontano da tutto e da tutti in cui tutto è regolato da leggi proprie.

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La vista dal mio ufficio: Istanbul

Ormai faccio questa vita da sirenetta da più di un anno e mezzo. Sono cresciuta molto, ho imparato un lavoro che mi piace tantissimo, ho conosciuto tante persone fantastiche, ho capito come far valere le mie ragioni e ho ricordi sparsi in vari angoli del mondo. Con questo hashtag colgo l’occasione per riflettere su un nuovo modo di viaggiare in quanto crescita lontano da casa e non semplicemente legato ai luoghi che conoscerò nei prossimi mesi.

#CosaMiAspettoDa questo viaggio? Un ritorno alla positività. 

 

 

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

13 commenti:

  1. Buona avventura, che ti porti tante cose bellissime, tutte quelle che ti aspetti! 🙂

  2. La mia unica esperienza in crociera è stata una notte sul battello postale in Norvegia, per cui direi che non conta davvero. Per cui non posso nemmeno immaginare cosa voglia dire vivere in mare per sei mesi, anzi, se devo essere sincera l’idea mi spaventerebbe non poco. Se non ti piace il lavoro o non sopporti il tuo collega di cabina diventa un po’ complicato… Per cui ti ammiro per il tuo coraggio. Bion viaggio e buon lavoro e mi raccomando tienici aggiornati tramite il blog.
    Un abbraccio, Silvia.

  3. Grazie per aver partecipato! Sono felice di sapere che ti sia piaciuta l’idea ma ancor di più di leggere questo #Cosamiaspettoda diverso dal solito. Ora però ho una curiosità.. che lavoro fai? 🙂 P.s. fatti rispettare, a volte le persone sotto stress si innervosiscono facilmente, me compresa. Buon viaggio!

  4. A Malta ci ho lasciato il cuore, ma quando sono andata ero una 16n in vacanza studio perciò non l’ho goduta come meriterebbe. Amo La Valletta e Comino, mi piacerebbe tornarci a fare una bella vacanza fuori stagione!
    Capodanno a Copacabana e sei pure pagata per farlo, che sfortuna! =P Rio mi ispira parecchio, attenderò tuoi resoconti sulla città!
    Sono sicura che, smarrimento iniziale a parte, ingranerai alla grande e a bordo andrà tutto per il meglio!
    A presto Anna! Buon viaggio e buon lavoro!

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  7. Ciao, sto facendo anche io colloqui per lavorare in una nave da crociera (è una compagnia tedesca che dovrebbe fare via fiume l’europa dell’est), mi hanno detto che la camera sarà condivisa con un’altra persona e che si lavorerà 10-12 ore al giorno 7 giorni su 7. Ho letto che anche tu hai lavorato su una nave con ritmi elevati, come sei riuscita a superare le avversità? Vorrei fare questa esperienza perché starebbe bene sul curriculum, anche per altri tipi di lavoro, ma un po’ il fatto di non avere un giorno libero a settimana per diversi mesi (da marzo a luglio, agosto ferie 3 settimane e da settembre a dicembre) mi blocca e anche il dover condividere la stanza. Come sei riuscita a superare tutto ciò e anche ad avere di nuovo la voglia di partire?

    • Ciao Valu! Ti dico la verità, all’inizio è difficile ma proprio perché non hai mai un momento libero alla fine non ti rendi conto di quello che ti succede intorno. Passano i giorni, le settimane e alla fine ti ritrovi alla fine del contratto senza neanche troppo sforzo. Penso che sia il clima o l’adrenalina… perché a casa appena faccio una commissione già sono stanca e ho sonno, mentre a bordo sono molto attiva. Certo, ho sonno e già da metà contratto in poi preferisco dormire che uscire nei porti quando ho tempo libero. Per la compagna di cabina non ci si abituerà mai… prega solo che sia educata, se no puoi sempre richiedere un cambio. Sarà che sono nel dipartimento delle escursioni e, quindi, scendo spesso per vedere luoghi bellissimi, ma alla fine di ogni contratto ho sempre voglia di ripartire…. Forse per altri dipartimenti è diverso e passa la voglia più facilmente. Fammi sapere come va!

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