I meravigliosi cani di Istanbul

Quando si hanno dei cani, il mondo gira in modo diverso: si nota maggiormente la loro presenza e lo si fa con affetto, si cerca di capire in che condizione sono, ti mancano i tuoi cani quando sei lontana da casa per molto tempo e, nel caso dei randagi, si ha per loro un occhio di riguardo. A Genova non esistono praticamente randagi, quindi non sono abituata a vederne molti in giro per le strade. In Turchia, al contrario, è uno dei primi aspetti che ho notato e per questo, dedico un breve articolo ai meravigliosi cani di Istanbul.

cani di istanbul

Il fenomeno del randagismo di cani e gatti è noto in tutta la Turchia, ma ad Istanbul, città da oltre 15 milioni di abitanti, ne sono stati contati 150 mila. Non sono semplici randagi, ma sono cani dai mille padroni, sono i cani della città, che popolano i parchi, fanno un sonnellino al sole sulle rive del Bosforo e camminano tranquilli per le strade del centro. Raramente girano in branco, al massimo a gruppi di due o tre. Sono dei cuccioloni generalmente di taglia media e grande, territoriali ma mansueti ed abituati al contatto con gli umani. I veterinari si preoccupano di controllarli, registrarli all’anagrafe canina, curarli e sterilizzarli e ogni cane possiede un orecchino di plastica per il riconoscimento. Tuttavia, non sempre è tutto rose e fiori: il problema del randagismo ad Istanbul risale a tempi lontani e ancora oggigiorno ci sono tentativi di trasferimento verso zone rurali o nelle periferie della città. Anche se amati dalla maggioranza della popolazione, ci sono sempre persone che hanno paura, sono infastidite dalla loro presenza oppure sono preoccupati per malattie ed aggressioni. La sorte dei cani non è, quindi, ben definita e molti di questi, a causa di non essere di pura razza, vengono spesso inviati all’estero per le adozioni.

cani di istanbul

Ciò che ho notato durante i mesi che sono stata ad Istanbul e a Izmir per lavoro, è come questi cani non mostrino alcuna paura nei confronti degli umani, segno che quindi non subiscono violenze. Tuttavia, sapendo che nei paesi islamici i cani sono considerati impuri, ho chiesto Sara, una guida del luogo, quale fosse il rapporto tra questi animali e la gente del luogo. Mi ha raccontato molte persone si prendono cura di loro e che c’è stato un famosa manifestazione contro la deportazione dei cani: i cittadini hanno lottato per riavere i cani nei quartieri, esattamente quei cani ai quali si erano già affezionati. Quindi il grosso cagnolone bianco, quello color miele e tanti altri sono tornati a rincorrere le auto di Sultanahment come hanno sempre fatto.

cani di istanbul

Sara mi racconta una leggenda che, come tutte le storie tramandate, ha varie versioni: si dice che all’inizio del XX secolo migliaia di cani furono catturati e deportati sull’isola di Sivriada, appartenente alle Isole dei Principi, proprio di fronte ad Istanbul per dare alla città un aspetto più moderno. Una prima versione racconta che a seguito vi fu un tremendo terremoto come simbolo di collera divina che fece riportare i cani superstiti in città, la seconda versione narra, invece, che i cani tornarono a nuoto durante la notte e che dal quel giorno non andarono più via da Istanbul.

cani di istanbul

Volete sapere una cosa curiosa? Il comune di Istanbul ha introdotto dei dispenser per distribuire crocchette e acqua per i randagi, in cambio di bottiglie di plastica. Un’idea assolutamente geniale, etica ed educativa, perché pensa ai loro amici a quattro zampe, al riciclo (con i soldi ricavati dalla plastica delle bottiglie si compra il cibo degli animali) e di conseguenza all’ambiente. Chissà se un giorno questi fantastici dispenser saranno introdotti anche in Italia, soprattutto nel sud dove il randagismo è ancora una realtà diffusa…?

Fino a qualche anno fa ero letteralmente terrorizzata da qualsiasi animale: pensavo che tutti i gatti graffiassero e che tutti i cani, compresi i più piccoli e indifesi, volessero mordermi. Quando camminavo, cambiavo marciapiede anche alla vista di un tenero chiuhauha (beh, sono tosti e lo sappiamo bene!) e trovavo spaventoso passare accanto alle ringhiere dei giardini privati perché sicuramente la siepe nascondeva un cane feroce pronto ad azzannare gli estranei. Un bel giorno mi sono ritrovata un cucciolo a casa che, da tenero batuffolo di pelo è diventato un cagnolone di oltre 40kg… poco tempo dopo, l’arrivo di un secondo amico a 4 zampe. Il mio povero gatto è stato spodestato ed ora è rassegnato alla presenza delle nuove arrivate. E io? Io ora non cambio più marciapiede… anzi, se posso, corro in direzione dei cani per accarezzarli, non più intimorita dalla loro stazza.

gplus-profile-picture

Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

Cosa ne pensi?