Primo giorno sulla nave: “Welcome on Board!”

welcome on board

Partenza da Genova in direzione Palermo. Scalo a Roma e poi a Napoli dove mi succede di tutto: mi perdo alla ricerca della capitaneria di porto, si rompe l’ombrello, fa un caldo umido insopportabile e scarpe e calzini sono fradici per colpa della pioggia incessante. Una volta arrivata a Palermo lo staff della nave mi viene a prendere all’aeroporto: che figata, è la prima volta che uno sconosciuto mi aspetta con un cartello con su scritto il mio nome!

Il tragitto verso la nave mi sembra infinito e in macchina regna un silenzio tombale: gli altri che si imbarcano con me sembrano venire da posti lontani e sicuramente sono distrutti dalla stanchezza. Ammiro il paesaggio mentre il sole cala lentamente e dal finestrino della macchina vedo montagne spigolose e case chiare terrazzate che mi ricordano vagamente le foto che ho visto del Magreb.

Intravedo la nave da lontano e inizia a battermi il cuore. Ci sono, sto arrivando sul serio. Questa sarà casa mia per i prossimi mesi. Entriamo dal cancello della Fincantieri dove la nave è ferma per un paio settimane per dry dock, ovvero per lavori di manutenzione.

Mio Dio, non avevo mai visto una nave così da vicino: la scruto da poppa a prua e dal basso verso l’alto e mi sembra qualcosa di mostruosamente enorme.

welcome on board

Entro e mi controllano la valigia rovistando tra tutte le mie cose. “One luggage just for shoes?” scherza il ragazzo della sicurezza “First contract, eh?“. Successivamente mi accompagnano nell’ufficio dove mi fanno la crew card e registrano il mio arrivo. “Si sorride in queste foto?” chiedo mentre scattano una foto terribile. Ovvio, tutte le foto tessere sono brutte, poteva questa essere un’eccezione? Ho una faccia sconvolta dalla stanchezza, ma almeno sorrido. Chiamano una ragazza dell’ufficio escursioni perché mi venga a prendere e faccia da guida. Arriva una brasiliana piccolina e con un sorriso che va da orecchio a orecchio. “Welcome on board” – mi dice – “I don’t speak Italian, but I understand”
”Não tem problema, falo português” rispondo.

Lasciamo i bagagli da parte, mi accompagna a prendere la biancheria del letto e per il bagno e poi mi porta fino alla cabina. Quando entro mi prende quasi un attacco isterico: è ancora più piccola di come la immaginassi e non ho neanche idea di dove mettere le valige una volta svuotate, in più gli spazi che mi spettano sono occupati dall’altra ragazza che, non sapendo del mio arrivo, ha sparpagliato i suoi oggetti ovunque. Questa cabina mi sembra soffocante e salire nel letto a castello è un’impresa da ginnasta. Apro la porta del bagno: ma si lavano i puffi qui dentro?!

welcome on board

Non ceno perché la mensa è già chiusa. Pazienza. Faccio una doccia e vado al primo incontro con il capo e gli altri ragazzi del mio ufficio. Vedo la zona piscina illuminata da bellissimi lampioni e per un attimo dimentico il lungo viaggio. Che spettacolo!

Nonostante la stanchezza, impiego molto tempo per addormentarmi. Bip, bip! Oddio no! Sento le suonerie dei telefoni delle altre cabine! Oh no, ma queste paratie sono di carta velina, altro che ferro! Metto i tappi per le orecchie e dopo un po’ crollo. Il giorno dopo sarebbe stato il mio primo giorno in ufficio, il mio primo giro per i ponti della nave (che inizialmente mi sembravano tutti uguali) e avrei fatto le mie prime conoscenze. All’altoparlante annunciano “Ringraziamo tutti i membri dell’equipaggio per il duro lavoro durante questo dry dock. Per questo motivo stasera siete tutti invitati al buffet e si terrà un crew party nella discoteca al ponte 14”. Applausi e urla di gioia. Beh, un buon arrivo… non mi resta da dire la frase che mi hanno ripetuto tutti i membri dell’equipaggio durante i miei primi giorni: “Welcome on board”.

welcome on board

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

2 commenti:

  1. Ahah mamma mia! Si vede che le cabine crew non sono così ben isolate come quelle degli ospiti eh .. Non vedo l’ora di leggere il resto della tua avventura!

  2. Ciao! Ho trovato questo post interessante ed originale.
    Mentre leggevo sono riuscito davvero ad immaginarmi quello che hai scritto. Mi sono sentito un passeggero…
    Aspetto altri post per continuare il viaggio 😉

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