Samoa: informazioni generali e consigli utili

Se state pensando ad un viaggio esotico e a paesaggi da sogno, vi invito a leggere questo articolo introduttivo sulle isole Samoa con la speranza di ispirare la vostra prossima avventura.

Perché proprio in Samoa? Per la bellezza dei paesaggi verdi puntinati da frangipane ed ibisco, per le numerose cascate e le spiagge di coralli, per la cultura tradizionale risalente a 3000 anni fa, per la sicurezza (il tasso di criminalità è bassissimo!), l’ospitalità e per i sorrisi della loro gente. Samoa non è sfruttata dal turismo di massa ed è un luogo adatto per chi cerca una vacanza rilassante, per chi pratica sport acquatici e per gli amanti della natura incontaminata.

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Per arrivare in questo paradiso, tenete in conto di fare un lungo viaggio con almeno due scali. Gli unici voli diretti ad Apia, la capitale dell’isola, arrivano da Australia, Nuova Zelanda, Samoa americane e Fiji. Il mio itinerario, ad esempio, è stato Milano – Abu Dhabi – Sydney – Apia durato ben tre giorni di viaggio. Una volta arrivati al minuscolo aeroporto di Faleolo, potete muovervi con taxi, autobus locali (attenzione alla frequenza), affittare una macchina o richiedere il servizio navetta del vostro hotel.

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Viaggiare per queste isole è abbastanza dispersivo: se avete intenzione di spostarvi molto per visitare le varie attrazioni, spesso lontane l’una dall’altra, vi conviene affittare una macchina facendo richiesta di una patente temporanea dal costo di 20$ al mese. All’aeroporto trovate già il primo punto di informazione turistica dove potete richiedete una mappa e, se non avete già una guida, i piccoli opuscoli gratuiti di color rosa Visitor Guide di Jasons, che sono sufficienti per scoprire le migliori attrazioni, spettacoli, musei e bellezze naturali.

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Breve parentesi sugli autobus locali chiamati wooden busses: somigliano a furgoni coloratissimi con interni in legno che portano, a musica alta, i passeggeri da un villaggio all’altro senza fermate prestabilite. Non hanno un numero di linea, ma solo la destinazione del villaggio finale. Nonostante il trasporto sia pubblico, il mezzo in sé è privato e la sera capita spesso di vederlo parcheggiato accanto alla casa del proprietario, il quale è libero di decorarlo come desidera e, in certi casi, percepisce anche un compenso per la divulgazione di messaggi educativi.

samoaQuesti bus sono un soggetto tipico da fotografare, sia per i colori sia per la particolarità del mezzo. Con circa 3 Tala (poco più di 1€) potete fare un giro da un paese all’altro. Non sentitevi a disagio se il contatto fisico tra le persone è stretto: durante le ore di punta i piccoli bus sono carichi di passeggeri e potrebbe capitare di sedervi in braccio a qualcuno o, tattica se volete evitare, optare di prendere voi in braccio un bambino, così che più persone riescano a stare seduti. È una cosa normalissima, non vi preoccupate: la regola vuole che non ci siano passeggeri in piedi, quindi ecco la soluzione.

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Le isole Samoa sono il cuore della Polinesia. Sentirete spesso parlare di Fa’a Samoa, tradotto come The Samoan Way, ovvero il loro stile di vita ancora forte come nel passato e unico nel suo genere caratterizzato da usi e costumi, tradizioni, rispetto per la famiglia e la comunità, la devozione religiosa e il legame con la natura. Questa forte tradizione culturale è tende a perdersi nelle altre isole della Polinesia, mentre qui regola ancora le giornate dei propri abitanti.

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Questo arcipelago è formato dalle isole principali Upolu (dove si trova l’aeroporto e Apia, la capitale), Savai’i detta anche the big island e otto piccoli atolli di cui solo alcuni sono abitati. Durante il mio viaggio di due settimane ho scelto di stare a Upolu e ho fatto gite nelle isole di Manono e Namu’a. Nonostante ciò, se volete un’esperienza più completa, arrivare a Savai’i è semplice con i traghetti che partono da Malifanua Wharf (poco distante dalla zona dell’aeroporto) e in un’ora e mezza arrivano a Salelologa, la città di più importante di Savai’i. In un articolo a parte vi racconterò dell’isola di Namua (chi non ha mai sognato di passare la notte su un’isola deserta?) e di Manono, la terza isola più popolata.

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samoaALLOGGIO
Potete scegliere le strutture tradizionali chiamate fale (più economiche), oppure i numerosi resort e hotel, mentre non esistono gli ostelli. Se avete qualche conoscenza e la vostra idea è quella di fermarvi per più tempo spendendo una cifra ragionevole, informatevi anche riguardo le seconde case che le famiglie mettono a disposizione.

Ho sempre alloggiato ad una decina di minuti di macchina dal centro di Apia. La prima settimana al Green Ridge Motel, una struttura semplice ma graziosa, e la seconda settimana nella seconda casa del mio ragazzo samoano. Inizialmente pensavamo di passare qualche notte nelle altre zone dell’isola, ma alla fine abbiamo deciso di rimanere stabili ad Apia e girare con la macchina per raggiungere la parte del sud, distante un paio d’ore. Abbiamo stabilito un programma giornaliero delle attrazioni che desideravamo vedere, dedicando anche dei giorni di riposo insieme alla sua famiglia.

LINGUA
Il samoano è la lingua ufficiale, tuttavia l’inglese è parlato dalla maggioranza della popolazione ed è più diffuso di quanto pensassi: cartelli stradali, telegiornali, pubblicità, insegne ecc. quindi i problemi di comunicazione sono ridotti al minimo. Cercate comunque di imparare qualche parola base, a loro fa sempre piacere sentirla

ABBIGLIAMENTO
Portatevi vestiti semplici ed estivi. Vestiti troppo scollati o corti non sono ben visti, infatti ho cercato di non dare troppo nell’occhio optando per gonne lunghe fino al ginocchio e vestiti fino alla caviglia. Tutti si vestono in modo estremamente semplice e le infradito sono in assoluto le scarpe più usate in qualsiasi occasione, dal lavoro in ufficio alle serate in discoteca il sabato sera. Cercate la praticità e la sobrietà. Uomini e donne usano molto spesso il lava lava una specie di pareo con le stampe tipiche e una maglietta a maniche corte, ma le ragazze indossano anche i puletasi, abiti tradizionali che trovo estremamente belli.

Altro consiglio: nelle spiagge libere fuori dai resort, soprattutto quelle vicino ai villaggi, non sta bene che le donne stiano in bikini. Non troverete mai una ragazza scoperta, quindi nel rispetto delle loro usanze, portatevi dei pantaloncini e una maglietta anche per fare il bagno in mare.

CLIMA
Tra maggio e ottobre la stagione è secca, la migliore per recarsi nell’isola, mentre tra novembre e aprile è la stagione delle piogge e dei cicloni. Io sono andata in questo periodo e, a parte qualche pomeriggio di pioggia tropicale, il clima è sempre stato caldo-umido oltre i 25°C.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA ALL’INGRESSO NEL PAESE
(informazioni prese dal sito della Farnesina)

Passaporto: necessario, con validità residua di almeno 6 mesi dopo la data prevista per la partenza da Samoa

Visto d’ingresso: non necessario per soggiorni fino a 30 giorni, ma bisogna essere in possesso di biglietto aereo di andata/ritorno, nonché della documentazione indicata sul sito dell’Immigration di Samoa:
http://www.samoaimmigration.gov.ws/VisitorServices/EntryRequirements/tabid/6858/language/en-US/Default.aspx
Per soggiorni superiori a 30 gg. è necessario il visto da richiedere presso le Rappresentanze diplomatiche delle Samoa occidentali.

ELETTRICITÀ
In Samoa le prese di corrente sono le stesse dell’Australia (Tensione: 230 V – Frequenza: 50 Hz ) e per noi italiani è indispensabile un adattatore. Tenete conto della strana forma della presa: io avevo un adattatore apparentemente universale… e mancava giusto questa!A0248_powerpoint

PER SAPERNE DI PIÙ

Isole Samoa: le prime impressioni

Samoa: luoghi, attività e shopping

Namua: notte in un’isola deserta delle Samoa

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

5 commenti:

  1. Mi lascia un po’ perplessa questo passaggio “non sta bene che le donne stiano in bikini. (…) portatevi dei pantaloncini e una maglietta anche per fare il bagno in mare.”
    Sole, mare e caldo per me vuol dire costume. Nelle spiagge dei resort nessun problema ma quelle “libere” si? E come mai???

    • Perché nei resort ci sono solo turisti occidentali come noi, mentre nelle spiagge libere che di solito sono vicine ai villaggi, la mentalità è spesso quella tradizionale. Per noi un posto del genere vuol dire sole, spiaggia, mare, abbronzatura ecc. Per loro no. Non ne vedrai mai uno steso a prendere il sole come facciamo noi: vanno al mare per fare il bagno, portare i bambini a giocare e basta e le ragazze dall’adolescenza in avanti sono sempre coperte.

  2. Che posto spettacolare!

    Fabio

  3. Pingback:Samoa: luoghi, attività e shopping - Viaggiovagando

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