Napoli: una seconda possibilità

Fin dalla tenera età, sono andata varie volte a Napoli perché parte della mia famiglia abita lì. Sono state sempre visite brevi, solitamente dedicate ai parenti. Tuttavia, ora che sono “cresciuta” non riesco a non approfittare dell’occasione per girare un po’ per una città amata da molti e capire perché suscita tanto fascino. Non conoscendola bene, avevo solo un’idea negativa di Napoli, ovvero un ammasso di case popolari e decadenti, degrado, delinquenza e sporcizia (ahimé convinzione alimentata anche dai problemi dell’immondizia risaputi in tutta Italia). Non posso nascondere che Napoli sia anche questo, soprattutto in zone più periferiche, ma stavolta posso affermare di aver apprezzato anche i suoi aspetti positivi e la sua bellezza.
Essendo una città portuale, ero sicura che mi sarebbe piaciuta.

napoli

Il mio giro per Napoli inizia dopo essermi scottata le labbra per bere un caffè ca’schiumm in uno degli eleganti bar del centro: per chi non lo conoscesse, non si tratta di un caffè macchiato, bensì di un normalissimo espresso zuccherato servito con l’aggiunta di una crema creata sbattendo il caffè con lo zucchero. Questa usanza è praticata anche nelle case private: ricordo ancora mia zia che mescolava energicamente le prime gocce uscite dalla caffettiera con lo zucchero. Ecco un profumino invitante, un caffè dal colore molto scuro e una crema chiara che lo rende un po’ cremoso da girare piano piano col cucchiaino per non disfare una piccola opera d’arte. Gustare un buon caffè fa bene all’umore. A proposito, vi ricordate il famoso “caffè sospeso”, tradizione nata proprio qui a Napoli in favore dei meno fortunati? Da Gambrinus hanno posto una grande caffettiera dove poter porre al suo interno scontrini con i caffè pagati e mi ha fatto piacere constatare che qualcuno l’ha usato.

napoli

Ho camminato a piedi per diversi chilometri godendomi la città baciata da un tiepido sole invernale. Napoli è il luogo dei grandi contrasti: palazzi eleganti che si affiancano a strutture decadenti; metropolitane con stazioni invidiate in tutto il mondo per la loro bellezza, come la fermata Toledo, nel sottosuolo dell’epoca greco-romana; negozi di lusso e venditori ambulanti di imitazioni a pochi metri; persone distinte e bambini che controllano il territorio con la scusa di giocare col pallone in strada; vicoli stretti e la maestosità di Piazza del Plebiscito; il sacro e il profano che si mescolano in Via San Gregorio Armeno, la strada dei presepi.

napoli

napoli

Sono stata sorpresa dalla quantità di lavori in corso sparsi ovunque in città: un augurio per renderla più bella e restaurata, riqualificando un territorio che accoglie sempre più visitatori: infatti in un sabato qualunque di fine novembre, giorno della mia visita, ho notato moltissimi tour guidati e turisti di ogni provenienza, mescolati in modo armonioso alla gente del posto.

napoli

Con questo articolo non voglio elencare cosa vedere o fare a Napoli: internet è pieno di liste delle 10 migliori attrazioni eccetera. Ovviamente passando dai punti principali ho visitato il Duomo famoso per lo scioglimento miracoloso del sangue di San Gennaro, Piazza del Plebiscito e Palazzo del Principe, Piazza Dante, Via San Biagio dei Librai, il porto, i vicoli del centro storico, la pizzeria dove è nata la pizza margherita nel lontano 1889 e tanto altro. Per la pausa pranzo non poteva mancare, ovviamente, il cibo da strada per eccellenza, ma di questo parlerò prossimamente…

napoli

Vi voglio raccontare, invece, una storia che mi ha intenerito, ovvero la storia d’amore tra Carlo di Borbone e Maria Amalia, promessi sposi fin da quando lei aveva ancora tredici anni. Bruttino ma simpatico lui, bruttina ma colta e vivace lei, si innamorarono comunque. Dopo qualche tempo il volto di Maria Amalia fu sfigurato dal vaiolo ma per Carlo, innamorato di lei, non fu mai un problema. Quando il re arrivò a Napoli, il Palazzo Reale era popolato da pittori ed operai. I festeggiamenti erano così coinvolgenti che in quella confusione dimenticarono di costruire la camera da letto reale. Poco male… il re si intrufolava sempre nella camera della regina e continuò a corteggiarla come se fossero ancora due fidanzatini. La loro storia d’amore durò anche dopo la morte prematura Maria Amelia poiché il re continuò ad esserle fedele nonostante le pressioni politiche con propositi di alleanza da parte delle altre corti europee. Sicuramente un evento più unico che raro a quei tempi…

napoli

gplus-profile-picture

Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

Cosa ne pensi?