Gli aspetti positivi della vita di bordo

vita di bordo

Nel mio ultimo articolo ho parlato degli aspetti negativi della vita di bordo, delle difficoltà di una convivenza forzata, delle regole e dei pesanti turni di lavoro. Fortunatamente vivere in nave non è solo questo: ci sono anche molti aspetti positivi che mi spingono ad imbarcami nuovamente (se sei curioso di sapere come sono finita a lavorare sulle navi da crociera clicca qui).

Mi adatto abbastanza facilmente: ho imparato velocemente e l’itinerario e, in poco tempo, a girare bene in nave, sapere a memoria gli orari di uffici, lavanderia, buffet ecc. Nel tempo libero ho provato a costruire un mio piccolo mondo creandomi un gruppo di amici, personalizzando la cabina con foto e cartoline, provando ad andare in palestra (ogni tanto) e scegliendo i punti preferiti per ammirare il panorama. Nel giro di poche settimane avevo già fatto conoscenza, almeno di vista, con la maggioranza dei membri dell’equipaggio, regalando, da buona FOB (Fresh On Board, un’appena arrivata) saluti e sorrisi a tutti. L’arrivo del nuovo capo e l’insieme di colleghe eccezionali mi hanno quasi fatto venir voglia di non sbarcare più, perché il periodo finale del mio contratto è stata letteralmente perfetta.

katakolon

Una mattina libera in Grecia

Quali gli aspetti positivi della vita di bordo? Partiamo dalle ragioni pratiche del mio lavoro come tour hostess (ufficio escursioni) per poi passare a quelle romantiche…

Stipendio
Lo stipendio del primo contratto non è altissimo, ma le promozioni avvengono con facilità andando avanti con la carriera se si dimostra impegno e professionalità. Siccome non si pagano vitto e alloggio, le somme di denaro che si riescono a mettere da parte sarebbero impossibili con un comune lavoro a terra. Si lavora duramente per un minimo di 5 ad un massimo di 9 mesi per poi averne almeno due di ferie. Questo lungo periodo di vacanza a casa può essere una valida opportunità per portare avanti progetti personali di vario genere. Aggiungerei anche che, con la crisi e le mille scuse inventate in Italia per sfruttare i neo-laureati, mi reputo fortunata ad avere un buon lavoro. A seconda della compagnia, lo stipendio mensile varia dai 1000 ai 2500€ (nel caso di navi di lusso).

izmir

Izmir, la torre dell’orologio

Conoscere il mondo
Sembrerà assurdo, ma lavorare su una nave da crociera non significa necessariamente conoscere il mondo: se si capita nel dipartimento sbagliato, le opportunità reali di tempo libero che ti permettano di uscire sono davvero molto poche. Ho conosciuto diverse persone che, nonostante i diversi contratti, conoscono appena cosa ci sia oltre al terminal. Nel mio caso, scendere a terra è il mio lavoro e perciò mi sento veramente privilegiata: vado in escursione insieme ai turisti e visito le maggiori attrazioni dell’itinerario. Durante il tempo libero posso scegliere di andare in zone meno turistiche, esplorare cosa si trova vicino ai porti, oppure organizzarmi per fare qualcosa di alternativo. In caso di escursioni divertenti o al mare, mi godo tali posti proprio come i passeggeri. Tornare negli stessi porti ad ogni crociera, permette anche di identificare i propri luoghi preferiti, ritrovare gente del posto, stringere amicizia con le guide locali ecc.

guadeloupe- grande terre

Guadalupa, Caraibi Francesi

Imparare altre lingue e culture
Quante volte vi capita di bere una birra e avere al tavolo contemporaneamente brasiliani, messicani, argentini, samoani, sudafricani, olandesi, croati e mauriziani? Credo poche. Forse nessuna, a meno che non lavoriate anche voi a bordo. Sulle navi coesistono circa una cinquantina di nazionalità diverse senza tensioni o scontri culturali, in pacifica convivenza e scambio reciproco. In occasione delle celebrazioni di indipendenza dei vari paesi si organizzano in nave grandi feste con musica e cibo tradizionale, addobbi con i colori della bandiera e una torta gigante per ricordarne l’anniversario.  Stare a bordo diversi mesi con colleghi e passeggeri stranieri obbliga anche a imparare nuove lingue: dopo tanti anni ho rispolverato il francese, lingua che ormai inutilizzato dal lontano 2007, mentre molti colleghi hanno imparato il portoghese e ora possono vantare un livello tale da sostenere una conversazione.

Dubrovnik

Dubrovnik

Imparare a crescere
Anche se sono stata a bordo, al momento, per solo per sei mesi ho già notato in me diversi cambiamenti: sono stata forte e ho sopportato momenti davvero difficili, a causa di una capa insopportabile, alcuni colleghi ruffiani, spazi ristretti e limitazioni su ogni fronte. Mi sono sentita demoralizzata diverse volte imparando a difendermi quando necessario. Quando, invece, con la rotazione dei colleghi si capita con compagni e capi educati e simpatici, stare a bordo diventa davvero piacevole, si lavora in un clima sereno, si ride e si scherza, si instaurano degli ottimi rapporti. Perfino la performance lavorativa ne trae beneficio, sia per noi dipendenti sia per l’immagine che si dà ai passeggeri: negli ultimi due mesi del mio contratto, l’ufficio escursioni era il più allegro, spensierato e sorridente della nave.

buenos aires

Puente de la Mujer, Buenos Aires

Ti diverti e ti senti a casa
Spesso a bordo vengono organizzate attività di svago per l’equipaggio, tra cui karaoke, feste, lotterie e spettacoli. Negli altri giorni ci si riunisce nel bar dedicato (dove i passeggeri non possono andare) per scambiare due chiacchiere davanti a un bicchiere di birra. All’inizio del mio imbarco la maggioranza dell’equipaggio era brasiliano e, non per luogo comune, l’atmosfera era davvero di allegria diffusa.

Quando si prende confidenza con le persone e con la nave in sé, questa diventa la tua casa e lo sarà per mesi, fino a provare affetto per quell’ammasso di ferraglia. Molte delle persone che si incrociano continuamente diventano amici veri, buoni conoscenti, ottimi colleghi o magari fidanzati.

tramonto uruguay

Tramonto in Uruguay

Si diventa romantici…
“Cosa ti manca di più della nave?”
“Le stelle”
Questa è stata la risposta di una mia collega che ormai naviga da oltre 5 anni. Quando si è in nave e si esce nei ponti esterni si prova un paradossale senso di libertà: si è da soli, in mezzo al mare alla vista di tramonti ed albe mozzafiato. Di notte mi piaceva andare a poppa e guardare la scia lasciata dalla nave sotto un meraviglioso cielo stellato. Il riflesso della luna è la sola luce che illumina il mare e le costellazioni sono lì, perfettamente visibili, una ad una. Guardare anche la costa che scorre veloce in lontananza è suggestivo: tutti i problemi sembrano superflui e distanti da quel microcosmo nel quale si vive.

welcome on board

Passare di notte davanti allo Stretto dei Dardanelli andando verso Istanbul, è uno spettacolo da non perdere, così come vedere il sole che sorge dietro alle tante moschee della città.
Il giro della nave potrà anche essere ripetitivo, ma il mare non è mai lo stesso: mi addormento in un luogo e mi risveglio in un altro, con un alternare di paesaggi sempre diversi visibili dall’oblò del mio ufficio. Con un pizzico di fortuna si possono avvistare i delfini che rincorrono la nave: io li ho visti per due volte, liberi di saltare nel loro habitat naturale.

Come ho già detto, lavorare in nave mette le persone a dura prova dal punto di vista psicologico e fisico. Tuttavia, è un’esperienza indimenticabile, che insegna molto e permette di conoscere persone inaspettate. Per questo motivo a gennaio partirò di nuovo con una rotta verso il Sud America.

Se ami quello che fai

Hai domande? Vuoi sapere di più sulla vita di bordo? Non esitare a contattarmi!

gplus-profile-picture

Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

6 commenti:

  1. Che bello Annalisa.
    non vedevo l’ora di leggere un post di questo genere. Complimenti!

    • Era tanto che non riuscivo ad aggiornare il mio piccolo blog. Ora sono a casa e posso coccolarlo eheh! Certo, la vita a bordo ha lato belli e brutti ed è giusto parlare di entrambi. Ci saranno altri articoli dedicati 🙂

  2. E’ bello leggere di queste tue esperienze dirette, nel bene e nel male. Anche i passeggeri dovrebbero rendersi conto che la vita di chi ci lavora su una nave non è fatta solo di cose belle, che come hai raccontato in questo post, per fortuna, ci sono. E’ sicuramente un’esperienza forte che aiuta a crescere tanto ed in fretta.

    Fabio

    • Come ogni lavoro, ci sono aspetti negativi e positivi. Sulla terra ferma sarebbe lo stesso… la differenza è che qui non hai un giorno di ferie per oltre sei mesi e sei costretto a vivere anche con chi non ti piace sviluppando un senso di adattamento e sopportazione non indifferente. Vivere in mezzo al mare, però, è anche così romantico… 😛
      Grazie del tuo commento, sono contenta che qualcuno sia incuriosito da questi temi!

  3. Ciao Annalisa! Bellissimi i tuoi racconti della vita a bordo!! Mi piace un sacco viaggiare, e sono in dubbio di provare o meno quest’esperienza se ci sarà la possibilità!
    La mia domanda è: ma per i camerieri, personale che si occupa del settore della ristorazione, cosa c’è in programma dal punto di vista turistico?! Scendono anche loro dalla nave a vedere i posti?! Oppure sono sempre chiusi sulla nave sul posto del lavoro?!
    Sinceramente la differenza tra le classi, di cui hai parlato mi ha fatto un certo che, in caso di incidente o infortuni non è carino trovarsi sul fondo della nave 🙁

  4. Pingback:Izmir: una metropoli sorprendente | Viaggiovagando

Cosa ne pensi?