Whitby e la Robin Hood’s Bay

Non credo di esagerare se affermo che la gita a Whitby è stata, insieme a York, la mia preferita durante il periodo che ho vissuto in Inghilterra. Il tempo non è stato dei migliori ma, nonostante la pioggia e il grigiore costante, mi sono innamorata di questo piccolo villaggio sul mare, così come della baia di Robin Hood poco distante.

Arrivo a Scarborough in treno e prendo il bus numero x91 di fronte la stazione e con un unico biglietto di andata e ritorno di 7.5£ posso scendere alla Robin Hood’s Bay e risalire sul mezzo successivo per proseguire fino a Whitby.

Il tragitto dura un po’ più di mezzora. Il cielo è davvero cupo, sono dispersa nella vasta campagna e c’è una sola strada percorribile che passa tra campi e allevamenti.  Ad un certo punto il bus si ferma per far passare un gruppo di mucche al pascolo e mi scappa da ridere perché non sono abituata a vedere episodi del genere!

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Robin Hood’s Bay

Finalmente arrivo alla famosa baia (e il nome non c’entra nulla con il famoso personaggio di Notthingam e dei film Disney). Cammino per pochi metri e mi trovo di fronte ad un paesaggio spettacolare. La costa del nord che avevo sempre immaginato: verdeggiante e con scogliere a picco sul mare a destra e a sinistra. Trovo una piccola spiaggia per scattare qualche foto. L’odore di mare è veramente forte, le mosche sono ovunque e la bassa marea ha lasciato un soffice tappeto di alghe. Non avevo mai visto nulla del genere.
Proseguo il cammino e arrivo ad una seconda spiaggia. I bambini giocano a pescare, i cani corrono felici mentre gli adulti osservano compiaciuti. Da questa spiaggia inizia il paese che si arrampica sulla collina. Sulla strada principale si affacciano pub con specialità di mare, qualche negozio e numerose camere in affitto, probabilmente per quei turisti che cercano la natura e la tranquillità più assoluta: in questa zona ci sono giusto un paio di vie in salita e niente più.

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Bassa marea e alghe – Robin Hood’s Bay

Mi piace sentire l’odore del mare che finalmente è forte e deciso. La pioggia è fine ma incessante. Tuttavia non mi dispiace. Mi sembra di vivere la vera Inghilterra, quella dei pescatori, del cielo plumbeo, dei numerosi cani a spasso e della totale tranquillità scandita da una ricca e sostanziosa colazione al mattino e un cream tea al pomeriggio.

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Robin Hood’s Bay

Aspetto l’autobus per proseguire verso Whitby, un luogo che in tanti mi hanno consigliato di visitare. Prego perché esca un raggio di sole, ma niente. Il tempo non mi ascolta. 
Whitby è una destinazione turistica molto apprezzata, soprattutto dagli inglesi, perché è caratterizzata da un’atmosfera coinvolgente: in parte porto di pescatori e in parte luogo di villeggiatura, è una graziosa cartolina che vanta geologia, storia e letteratura. 

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Il centro storico della East Cliff è caratterizzato da stretti vicoli ciottolati e case del porto con tetti di tegole rossastre, il tutto dominato dalla chiesa e dalle tombe del cimitero di St Mary e le desolate rovine della Whitby Abbey. Salgo i famosi 199 scalini per arrivare sul promontorio e ciò che vedo dall’alto mi ricorda vagamente il mio viaggio a Porto, forse per i tetti rossi affacciati sul fiume? Forse per la foschia e il cielo grigio? Chissà…

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Trovando la chiesa già chiusa, faccio un giro per il cimitero e rifletto sulla differenza con i nostri, spesso con tombe vistose, statue e fotografie. Quelli anglosassoni sono davvero semplici: una lapide e qualche scritta, niente che voglia davvero attirare l’attenzione. Penso che abbiano un fascino particolare e questo di Whitby mi piace soprattutto perché ha tutte le tombe rivolte verso il mare, come se si volesse regalare ai morti la vista eterna su questo panorama suggestivo. 

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Dietro la chiesa di St Mary si trovano le rovine della Whitby Abbey, un luogo che vale davvero la pena visitare sia per motivi storici (qui è avvenuto l’incontro per il Sinodo di Whitby nel 664, quando si decise di calcolare la Pasqua usando il calendario romano a scapito di quello celtico) che per motivi letterali, infatti l’antica abbazia benedettina è stata scelta da Bram Stoker come scenario per l’arrivo del Conte Dracula in Gran Bretagna.

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whitbySe la East Cliff evoca l’epoca medioevale, la West Cliff, dall’altra parte del fiume Esk, rappresenta il culmine dello stile georgiano nei palazzi e nel porto e lo stile vittoriano ed edoardiano nei luoghi di villeggiatura sul mare. Qui troverete l’imponente statua del Capitano Cook e l’iconico arco di ossa di balena su cui è presente la punta dell’arpione. Sebbene qui fosse presente un arco di balena già dalla metà del XIX secolo, quello attuale (la mascella di una balena della Groenlandia uccisa con licenza dagli Inuit) è stata apparentemente donata alla città dall’Alaska nel 2003. A prima vista speravo fosse solo una riproduzione simbolica, ma quando mi sono resa conto che era vero mi ha fatto un po’ impressione e confesso di aver provato molta rabbia: aver ucciso una balena per uno scopo così futile è egoista e insensato! 

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Altro che consiglio a Whitby

  • Capitain Cook Memorial Museum, se volete conoscere la storia di questo grande navigatore
  • Whitby Jet Heritage Centre, se siete fan di fossili e minerali. Qui è anche presente  un’antica bottega vittoriana che vende il giaietto, la pietra dura nera tipica della zona. 
  • Dracula Experience, se siete amanti dei romanzi gotici. Qui troverete rappresentazioni ed effetti speciali che illustrano la storia di Dracula di Bram Stoker.
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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

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