#StatuesInTheWorld: la mia collezione

Ognuno di noi ha piccole manie quando viaggia: chi colleziona bicchieri da shot, chi compra cartoline, chi fotografa le porte o le insegne più strane, comprese quelle dei bagni pubblici ecc… poi ci sono io che colleziono virtualmente le statue che trovo nel mondo. Mi piacciono soprattutto quelle particolari in bronzo ma, in mancanza di alternative, mi accontento anche di quelle in legno.

#StatuesInTheWorld

Statua dell’Anonimo

Dopo aver trovato negli anni già un buon numero di pezzi da collezione, credo sia arrivato il momento di mostrarvi ciò che sono riuscita a raccogliere finora. Per facilitare la consultazione, ho preferito linkare i singoli album di Facebook divisi per nazione.

Alcune delle statue le ho anche pubblicate anche su Instagram con l’hashtag #StatuesInTheWorld.

Non so perché sia nata questa ossessione per le statue di bronzo. Sì, la chiamo ossessione perché sarei capace di fare un viaggio solo per immortalarle con la macchina fotografica. Per alcune statue ho avuto la fortuna di scoprirne il significato, per altre sono rimasta nella mia beata ignoranza (o forse il significato non ce l’hanno proprio).

Quelle di Oslo (viaggio del 2007) sono le prime che ho visto. Ricordo ancora il mio stupore nel vedere questi personaggi tra le vie della capitale e nel famoso Vigeland Park. Ai tempi del liceo non avevo ancora viaggiato così tanto e le uniche statue che conoscevo erano quelle italiane in marmo. Forse è da lì che è nato tutto. Trovavo così bizzarro che nel centro di Oslo ci fosse una tigre… per non parlare delle altre statue che raffigurano persone in movimento, le nostre sono sempre con una posa quasi altezzosa.

Tra i paesi visitati finora, quelli che hanno il maggior numero di statue originali sono sicuramente quelli dell’Europa centrale, tra cui Polonia, Ungheria e Slovacchia, spesso dedicate a gente comune, lavoratori e personaggi locali. Ho già parlato in un post precedente dei simpatici Gnomi di Wroclaw. Altre statue che mi hanno particolarmente colpito sono:

Statua dell’anonimo (nella foto sopra): si trova di fronte al Castello Vajdhahunyad e rappresenta l’anonimo scrivano del Re Béla (XIII secolo) che scrisse la storia di quel periodo. La penna che tiene in mano è particolarmente consumata perché, secondo la tradizione, chiunque voglia diventare un grande scrittore o ritrovare l’ispirazione deve recare omaggio alla statua sfregando tale penna. Chissà se vale anche per i blogger…

Schöner Náci – Bratislava: il vero nome di quest’uomo col cappello è Ignác Lamár, figlio di un calzolaio e nipote di un famoso clown. Ignác, povero e malato mentale, indossava un vecchio abito elegante in velluto e un cappello a cilindro ed era conosciuto per portare felicità per le strade del centro storico all’inizio del XX secolo, salutando i passanti e chiedendo di baciare la mano delle signore in tedesco, ungherese e slovacco.

Schöner Náci

Robin Hood – Inghilterra: quando ho visitato Nottigham è capitata una giornata particolarmente sfigata, ovviamente accompagnata da freddo e pioggia nonostante fosse maggio. A causa di ciò non ho proprio dei bei ricordi di questa città, però l’idea di aver attraversato la foresta di Sherwood e aver scattato una foto con Robin Hood ha risvegliato la bambina che è in me. Sono un’appassionata di favole e non potevo farmi sfuggire una foto con questo eroe!

VOI CHE MANIA AVETE QUANDO VIAGGIATE?

Avete visto qualche statua interessante da suggerirmi? Dove? Potrebbe essermi utile per il mio prossimo viaggio!!!

Questo slideshow richiede JavaScript.

gplus-profile-picture

Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

Cosa ne pensi?