Apricale e dintorni in un weekend: trekking, storia e buona cucina

Apricale è uno dei borghi medioevali più belli della Liguria targati Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano: si trova in provincia di Imperia, è arroccato su una collina sempre esposta al sole e il suo centro si sviluppa come una torta a strati. Apricale è il paese dei gatti, dei dettagli da fotografare, dalle cassette della posta colorate e degli artisti. È un caratteristico gioiellino in pietra immerso nel verde.
Mi sono bastati 5 minuti per innamorarmene.

apricale

Cosa vedere?

Da qui è passata la famiglia Doria che ha fatto costruire il Castello della Lucertola, è stato occupato dai francesi di Napoleone, è finita sotto il Regno di Sardegna e infine al Regno d’Italia. Potete visitare gratis la Chiesa della Purificazione di Maria Vergine posta appena sopra la piazza centrale e, con un ingresso di pochi euro, il Castello della Lucertola nel quale sono esposti i lavori del disegnatore Emanuele Luzzati e un omaggio ad Anna Cristina Bellomo, contessa di Apricale.

apricale

In realtà il bello di questo borgo è il paese in sé con le sue vie curate e attorcigliate. Sembra di tornare indietro nel tempo e quasi pare difficile pensare che è un luogo effettivamente abitato da oltre 600 persone. Il centro, risalente al IX secolo, è molto piccolo e tutte le strade ciottolate, alla fine, portano sempre verso la piazza centrale. Apricale è caratterizzata dalle mura medioevali, le tre porte, l’antico castello e i dipinti sul muro sulla vita locale che contribuiscono ad identificare la città come un borgo di artisti. Non dimenticatevi di cercare la bicicletta appesa al campanile! Questa rappresenta La forza della non gravità ed è stata costruita da Sergio Bianco nel 2000.

(clicca sulle foto per ingrandirle)

Gli abitanti sono innamorati dei loro amici felini, i quali girano liberamente per la città, si nascondono dietro ogni angolino e sgranocchiano crocchette appollaiati sulle scalinate. I gatti sono spesso protagonisti di cartoline e sono dipinti su cassette per le lettere e su pannelli posti davanti le porte di casa come protezione. Osservate, osservate ed osservate: decorazioni sulle porte, vasi di fiori, dettagli colorati sullo sfondo in pietra. Mi è piaciuto questo borgo proprio per la cura delle piccole cose.

cassette lettere apricale

Cosa fare?

Dopo aver visto il centro di Apricale, la mia amica ed io abbiamo deciso di fare una lunga e stancante camminata per i boschi e non solo. Prendiamo il sentiero che ci porta a Perinaldo (che consiglio vivamente): è un percorso impegnativo ma molto bello. Inizia poco sotto la farmacia ed è marcato con segni bianchi e rossi. Si passa in mezzo al bosco e si scende verso le rovine di un antico frantoio lungo il torrente Merdanzo. Qui troverete anche un grazioso ponte in pietra. Risalendo la collina (il dislivello è di 300m) vedrete Apricale da lontano in tutto il suo splendore.

apricale

Apricale vista da Perinaldo

(clicca sulle foto per ingrandirle)

Perinaldo

Perinaldo

Una volta arrivate abbiamo visitato il centro del paese (deserto… un paio di anime vive incontrate quasi per miracolo). A Perinaldo si trova l’osservatorio astronomico e il museo di Giovanni Domenico Cassini, astronomo del ‘600 nato proprio a Perinaldo e famoso per aver scoperto i quattro satelliti di Saturno.

Non rendendoci conto della distanza (e colpa dei locali che non ci hanno avvisato) abbiamo deciso di proseguire il cammino fino a Dolceacqua. Parte del percorso era lungo la strada statale e, secondo i calcoli di Google, la distanza tra Perinaldo e Dolceacqua è di circa 13km. Senza contare che avevamo già camminato per oltre un’ora e mezza nel bosco e in salita. Il tragitto effettivamente era bello, un po’ desolato, forse avremmo voluto immergerci di più nella natura con un’altra tipologia di sentiero. Siamo arrivate a Dolceacqua stremate.

Apricale

(clicca sulle foto per ingrandirle)

Dolceacqua

Dolceacqua

Dolceacqua

Dolceacqua

Dove mangiare e dormire

Abbiamo alloggiato due notti all’albergo diffuso Munta e Cara. Ci è piaciuto moltissimo proprio per questa particolarità di essere distribuito sul territorio di Apricale con circa 40 stanze, una diversa dall’altra, molto più simili a mini-appartamenti che a camere di hotel. La colazione viene servita in una sala a parte ed è deliziosa! Ci sono due tavoli, uno per i prodotti dolci e gli altri salati. Oltre all’imbarazzo della scelta, c’è da sapere che è tutto cucinato dalla proprietaria (mi sono innamorata della “marmellata” di peperoni! Provatela!)

hotel Apricale

Per cena abbiamo provato il ristorante La Capanna da Baci e A Ciassa. Sebbene abbiamo mangiato (vegetariano!) molto bene in entrambi, La Capanna da Baci merita una menzione in più sia per l’ambientazione in pietra del locale che per l’ottima cucina: quei piatti sono rimasti per giorni e giorni nei miei sogni.

ristorante Apricale

Curiosità su Apricale

  • Secondo la leggenda, il Castello della Lucertola è la casa di due fantasmi: uno è il boia di Apricale che usava mostrare le teste delle vittime fuori dalla torre e l’altro appartiene alla contessa Bellomo, uccisa dal marito nel 1904 dopo una vita già sfortunata.
  • Nonostante Apricale sia un borgo dell’entroterra ligure, nel suo stemma è presente un veliero che rappresenta la storica collaborazione tra il paese e i cantieri navali presenti lungo la costa: per costruire le navi della Repubblica di Genova veniva usato, infatti, il legno proveniente dai boschi di Apricale.

borgo Apricale

 

gplus-profile-picture

Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

Cosa ne pensi?