Bolzano e Carezza: ricordi e foto di un capodanno inaspettato

Ho sempre cercato di rendere speciale la notte di Capodanno, magari cogliendo l’occasione per andare a trovare alcuni amici lontani (es. due anni a Barcellona) o per le strade di Genova in compagnia delle persone più care. Quest’anno, forse per pigrizia e rassegnazione, non ho avuto nulla in programma fino pochi giorni prima di Natale. Non avrei mai immaginato di finire nel nord est dell’Italia con gente che conoscevo a malapena.

Ebbene sì. A parte Lisa (amica e compagna di viaggi ormai nominata più volte all’interno di questo blog) non conoscevo bene le persone con cui avrei passato la notte più attesa dell’anno. Avevo incontrato i ragazzi durante un blog tour a Biella a metà dicembre e la sintonia è nata fin da subito con ognuno di loro. Una chiacchiera tira l’altra ed eccoci ad organizzare insieme le vacanze di capodanno. Destinazione? Bolzano e Carezza.

Lisa ed io partiamo con un treno da Genova la mattina del 30 dicembre, mentre Diego e Dante ci raggiungono in macchina da Roma. Ci diamo appuntamento alla stazione di Modena in modo da arrivare tutti insieme a destinazione. Denis ci aspetta in serata comodamente a casa sua a Bolzano.

La sera del 30 facciamo un giro in centro che si presenta ancora splendidamente decorata a tema natalizio. Ci fermiamo a bere qualcosa al Campo Franco dove sono allestiti i mercatini. Rimango incantata come una bambina: siamo nel centro del piazzale nel quale sono stati posti abeti, enormi addobbi rossi che scendono dai rami, lucine e stufe per permettere ai clienti di sorseggiare la propria bevanda senza patire il freddo (anche se in realtà mi aspettavo temperature peggiori). C’è un’usanza che a Genova non ho mai visto: quando si ordina del succo di mela caldo (a volte corretto con un po’ di rum) viene servito in tazze di ceramica, proprio come a casa. È possibile tenersi la tazza per ricordo, oppure tornare al bancone per farsi restituire la cauzione che era inclusa nel prezzo iniziale.

Continuiamo il giro notturno della città, passeggiando tra i portici e le vie del centro. Un palazzo è decorato con una serie di regali Natale che sembrano rotolare lungo la facciata, alcune vie hanno personaggi di Thun sospesi per aria, altre, invece, enormi palle di Natale o pretzel. Ho trovato tutto ciò molto originale e diverso dalle classiche luminarie. È stata una lunga giornata di viaggio, decidiamo di non fare tardi ma ci fermiamo comunque in una birreria per ordinare da mangiare e provare le birre locali.

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La mattina del 31 visitiamo nuovamente Bolzano, temporaneamente transennata a causa di una maratona. Notiamo molti turisti e gente del posto che si godono una splendida giornata di sole. Visitiamo la chiesa principale, ci perdiamo di proposito tra le vie, ci rifugiamo nel negozio di Loacker per gustare una golosa cioccolata calda e poi terminiamo il nostro tour al mercatino di Natale. Gli stand hanno la forma di minuscole case di legno e vendono prodotti di artigianato, abbigliamento di lana, simpatici berretti a forma di animale, candele e saponi (l’odore di arancia e cannella mi avvolge completamente, che meraviglia!). Ci sono, ovviamente, anche i banchi alimentari con pretzel, wurstel, panini, polenta con formaggio e funghi e, infine, caldarroste. Il pomeriggio è dedicato alla mega-spesa per il cenone di capodanno a tema tirolese e qualcosa per i giorni successivi e… si parte per Carezza!

carezza

Noi cinque al Lago di Carezza

Scopro che dormirò nella residenza estiva della Principessa Sissi, in quello che oggi è il Grand Hotel Carezza Residence. La struttura si presenta come una multiproprietà divisa tra camere e mini-appartamenti. Al primo piano si trova la reception, il ristorante e il bar e nei piani superiori le varie abitazioni.

Noi abbiamo un appartamento tutto nostro, rigorosamente in legno e con mobili d’epoca. Abbiamo accesso al terrazzino dal quale la vista delle montagne è a dir poco incredibile. Capiterà spesso, nelle sere successive, di fermarmi a guardare le Dolomiti che si delineano sullo sfondo di un limpido cielo stellato. Sono semplicemente maestose e le loro cime spigolose hanno il potere di farmi sentire piccola ed insignificante.

Festeggiamo il Capodanno con cenone a casa e poi andiamo a ballare in un bar che tutti comunemente chiamano “igloo”. [Devo assolutamente raccontare questo episodio: Lisa e io –palesemente non abituate a passare la notte di Capodanno in montagna- indossiamo due vestitini leggeri con gonna appena sopra il ginocchio, scarpette carine, trucco e accessori vari. Arriviamo all’igloo e troviamo gente vestita come se fosse appena tornata dalle piste da sci, se non ricordo male qualcuno aveva addirittura i moon-boot. Ci siamo sentite come due pesci fuori d’acqua e allora iniziamo a spacciarci per turiste straniere non pratiche del luogo. I poveri baristi e la gente con la quale abbiamo parlato quella sera ancora oggi penserà di aver conosciuto “Anna and Lisa from Leeds” – *luogo scelto casualmente solo per aver fatto l’Erasmus lì vicino*].

 

Happy new year from the residence of princess Sissi in #Carezza 

 

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I giorni successivi sono all’insegna del relax: mangiamo nei rifugi (divento fan sfegatata e pseudo-dipendente dei canederli al formaggio), sciamo, ci perdiamo tra i sentieri di montagna alla ricerca di laghi introvabili e percorsi dedicati ad Agata Christie, ci rotoliamo nella neve e passeggiamo fino al famoso Lago di Carezza che, vista la stagione, è totalmente ricoperto da un candido manto di neve. Peccato. Sarò costretta a tornare durante la bella stagione per vedere quei colori spettacolari ed intensi che caratterizzano le foto su internet. Per ora posso solo immaginare questo paesaggio incantevole e basta, ma un lago così devo assolutamente vederlo. L’ultimo giorno andiamo a Canazei. La strada per arrivare è bellissima e si attraversano numerosi paesini caratteristici. Arriviamo fino al Rifugio Salei, un complesso di legno a più piani dove fare una pausa per riscaldarsi o gustare un buon piatto tra una sciata e l’altra (ovviamente ho preso la mia terza razione settimanale di canederli). Le vetrate sono immense in modo da far immergere turisti e sciatori nel paesaggio. Concludiamo la giornata nel centro di Canazei con una buona cioccolata calda. Siamo arrivati al 4 gennaio ed è arrivata l’ora di tornare a casa, forse con un po’ di tristezza addosso. Io lascio un posto meraviglioso e nuovi amici che per me diventano speciali, uno per uno (mentre la cara vecchia Lisa torna a casa con me).

È la prima volta sulle Dolomiti e spero che non sia l’ultima. Vengo da Genova, non vado mai a sciare e vivo a due passi dalla spiaggia, quindi vedere un panorama del genere ha avuto su di me un effetto sorprendente. Ammetto di essermene innamorata.

canederli

Canederli al formaggio – oh, quanto vi ho amato!

Rifugio Salei

Rifugio Salei

Rifugio Salei

Rifugio Salei

lago di carezza

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On my way to #Canazei #Italy #latergram

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“Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.” Immanuel Kant

 

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

3 commenti:

  1. Che bello! Confermo, devi assolutamente tornare per rimanere senza fiato davanti ai colori magnifici del lago di Carezza nella bella stagione. Un vero spettacolo della natura!!!

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