Il fenomeno messicano della Pintura de Castas

pintura de castas

L’idea dell’America Latina, secondo gli stereotipi, è quella di un continente immenso, una natura smisurata, disordine, meticciato, una sorta di brutta copia dell’Europa sia dal punto di vista linguistico che religioso. In questo clima di confusione si è cercato di riunire gli elementi e classificarli, da qui l’esempio della Pintura de Castas, una corrente artistica che si è sviluppata in Messico nel XVIII secolo.

Il termine casta è una parola iberica usata tra il ‘700 e ‘800 nell’America spagnola per delineare le nuove razze miste che si formarono dopo la conquista e che furono ordinate secondo un sistema piramidale. Dai gruppi maggioritari (spagnoli, indios e neri) nascono, a seconda degli incroci, diversi tipi di meticciato, caratteristica ormai irreversibile del Nuovo Mondo. Si tratta di un fenomeno complesso e polemico perché, ancora ai giorni nostri, porta a forme di discriminazione e pregiudizio.

pintura de castas

Durante l’Illuminismo spagnolo vi era l’interesse di organizzare le conoscenze e le descrizioni scientifiche, così vennero commissionati una serie di quadri per documentare le varie combinazioni razziali esistenti nei possedimenti spagnoli. Molte di queste raffigurazioni sono tuttora reperibili in musei e collezioni private. Si tratta della Pintura de Castas, una serie di 16 dipinti creati da artisti anonimi ad eccezione dei messicani Miguel Cabrera e Andrés de Islas.

I personaggi sono dipinti, con le loro peculiarità, in diversi ambienti sociali ed economici di Città del Messico. I temi emergenti sono supremazia degli spagnoli, possibilità di una ascesa sociale per gli indios che si mischiano con i bianchi e regressione ad uno stadio evolutivo inferiore nel caso che iberici o indiani si mischiassero con i i neri. Queste pitture esplicitano, con l’aiuto di didascalie, il problema della mescolanza razziale nelle colonie utilizzando la raffigurazione di famiglie con i coniugi di etnie differenti e i figli quale prodotto di tale ibridazione.

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La serie di quadri rappresenta, uno dopo l’altro, le forme di meticciato e costituisce un veicolo importante per la nascita delle immagini sociali che si diffonderanno in seguito, soprattutto in Spagna, creando un’impronta nelle mentalità a partire dalle epoche coloniali. Queste serie presentano al principio soggetti di “razza pura” (gli spagnoli) in contesti tali da dimostrare il loro elevato status sociale. Mano a mano che aumenta l’ibridazione con le altre razze, diminuisce il livello di classe sociale. Generalmente, i discendenti degli indios diventano spagnoli dopo tre generazioni di matrimoni misti con lo scopo di assimilazione, come si può vedere nel quadro De Español y Castiza: Español.

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Al contrario, mescolandosi con i neri, sia per indios che per gli spagnoli, porta ad un numero elevato di combinazioni etichettate da termini poco eleganti, poiché, invece di generare nuove razze equilibrate, creano un apparente disordine. Alcune didascalie, infatti, riportano denominazioni come Tente el aire No te entiendo, mentre altre derivano da nomi di animali come mulato da “mulo” e lovo da “lupo”, riflettendo la paura e la diffidenza verso queste nuove caste.

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Oltre la funzione di rappresentare le razze umane e la loro occupazione, la Pintura de Castas include anche un ricco sistema di classificazione nel quale oggetti, alimenti, flora e fauna erano attentamente collocati ed identificati. Ancora oggi l’idea del meticciato si ripercuote nella quotidianità portando alla tendenza, a volte inconscia, dell’esistenza di classi e scalate sociali attraverso lo sbiancamento.

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Annalisa

Siciliana di nascita e genovese di adozione, classe 1988. Poliglotta, vegetariana e cittadina del mondo con l'ambizione di unire sogni e lavoro in una sola parola: viaggiare.

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