IV Congresso Nazionale SPeRA – Solidarietà in Africa

Congresso Nazionale SPeRASi è concluso a Genova il IV Congresso Nazionale SPeRA, tenutosi dal 14 al 16 novembre al Galata Museo del Mare e al Monastero della Commenda di Pre. Questo evento è stato ideato dal Consorzio SPeRA, dall’associazione Medici in Africa e dall’Università di Genova, con lo scopo di favorire le sinergie tra Onlus, ONG e figure diplomatiche che operano nel grande continente africano, con la speranza che il dialogo favorisca collaborazioni  per il miglioramento delle proprie attività.

Tema di quest’anno: rapporto tra imprese e volontariato.

Sono state analizzate diverse realtà attraverso la raccolta di tutti i progetti suddivisi per area geografica e sono stati valutati i benefici che può apportare tale collaborazione, avvicinando la solidarietà al mondo del lavoro. Durante le tre giornate del convegno si sono alternati seminari tenuti da studiosi, diplomatici e rappresentanti dei singoli paesi. Inoltre le varie associazioni presenti hanno avuto l’opportunità di parlare dei propri progetti di sviluppo e cooperazione.

Un altro obiettivo del congresso era catturare l’attenzione dei giovani, non solo attraverso il riconoscimento di crediti universitari, ma soprattutto illustrando loro le numerose offerte di lavoro e volontariato nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo. Nonostante una promozione massiccia dell’evento nei giornali, nel sito universitario e nelle pagine personali di molti professori, ho notato una scarsa partecipazione da parte degli studenti.

Congresso Nazionale SPeRA

Ho trovato il congresso molto interessante, soprattutto per gli interventi del console onorario del Mozambico Simone Santi e del professor Jéan-Leopold Touadì.
L’Africa è un continente in forte crescita, ma le spinte economiche non sono sempre un sinonimo di benessere per tutti. Il cammino per raggiungere un livello adeguato e dignitoso di istruzione, salute e uguaglianza è ancora lungo.
Gli interventi esteri sono sempre benvenuti per migliorare le aree colpite dalla povertà, tuttavia i rappresentanti africani che hanno partecipato alla conferenza ribadiscono che il modo migliore per risvegliare il continente non è portando gli aiuti umanitari e lasciare il popolo in totale passività, bensì attivarlo attraverso istruzione, trasferimento del famoso know-how delle aziende e maggiore qualificazione del lavoro. Sono decenni che si fanno queste considerazioni, ma il problema resta.
Ho apprezzato molto il contributo dei partecipanti africani, perché in una conferenza dedicata all’Africa è giusto che siano proprio loro, in quanto protagonisti, ad avere avere voce in capitolo dopo secoli di vergognosa colonizzazione.

Congresso Nazionale SPeRA