Berlino non è la Germania

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Monumenti di Berlino

Berlino: città che vanta circa 170 musei, palazzi imponenti e un caldo così tremendo d’estate da farmi prendere un insolazione il primo giorno di viaggio. Naturalmente so che non è sempre così: avevo già visitato la Germania (Friburgo) esattamente dieci anni fa in gita al liceo.

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Le persone creano delle semplificazioni mentali e spesso hanno un’immagine stereotipata degli altri, nel bene o nel male. Ammetto di essere arrivata in Germania con l’idea di fiumi di birra, donne alte e robuste, sandali con calzini bianchi ecc. Mi sono subito ricreduta (oltre al fatto di dover ammettere che i sandali da trekking sono la tipologia di scarpa più comoda al mondo per visitare una città: chilometri e chilometri senza provare alcun disagio).

Le due guide che ci hanno seguito nei walking tours, ci hanno spiegato che Berlino non è la Germania, sia da un punto di vista culturale che sociale. A grande sorpresa non è neanche una delle zone più ricche, avendo un tasso di disoccupazione maggiore relativamente alle altre città tedesche.

Avendo pochissimi giorni a disposizione abbiamo pensato che partecipare  ai free walking tour ci avrebbe aiutato a cogliere il meglio di una capitale con tanta storia alle spalle. C’è davvero l’imbarazzo della scelta: percorsi diversi ogni giorno e guide in tutte le lingue. Anche per chi ha più tempo, decidere di affidarsi a questi tour è una buona idea sapendo che visiterà ogni giorno una parte diversa della città.

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Durante il primo tour, in lingua spagnola,  abbiamo visitato la parte storica e monumentale della città, passando per i luoghi di maggior interesse: l’Isola dei Musei (Patrimonio dell’Umanità dal 1999) insieme alla Cattedrale e il Lustgarten, il viale Unden den Linden dove sono presenti gli edifici culturali e militari di epoca prussiana, l’Opera, la prestigiosa Università di Humboldt, Babelplatz la famosa piazza dove nel 1933 incendiarono i libri non graditi al regime nazista, il Gendarmernmarkt, il Checkpoint Charlie, la Cancelleria, il bunker di Hitler, una parte del muro originale, il Memoriale all’Olocausto, la Porta di Brandeburgo e il Reichstag. Un tour veramente intenso, di circa quattro ore, ricco di storia e curiosità. Spiegazioni del passato per capire il presente. Inizialmente mi sono sentita un po’ confusa a causa della quantità di informazioni ricevute, che solo in un secondo momento sono riuscita a metabolizzare.

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Il secondo tour era in italiano e dedicato alla “Berlino nascosta”, quella dei giardini interni dei palazzi sovietici, della multiculturalità e dell’eleganza dei palazzi di primo novecento. Abbiamo iniziato il tour dal quartiere ebraico, visitando il cimitero, la Strada della Tolleranza e la nuova Sinangoga. Siamo andati nel “quartiere delle mamme” nel Prenzlauer Berg, caratterizzato da negozi, asili e antiche fabbriche di birra e abbiamo terminato il tour nella frequentata Oderberger Straβe.

Senza guida, invece, ci siamo recati al famoso Muro di Berlino graffittato, il quartiere di S. Nicholas (che ho adorato) e al Campo di Concentramento di Sachenhausen, famoso per essere stato il prototipo per i successivi campi di concentramento nel resto d’Europa. Occorre prendere un treno che porta fino alla periferia di Berlino, luoghi con vegetazione rigogliosa, casette curate nei dettagli e circondate da bassi cancelli di legno. È strano immaginare che proprio questo percorso portasse al campo del terrore. Ho comprato un audio guida che mi ha fornito cenni storici e testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza del campo di concentramento in prima persona. Ammetto di aver interrotto alcuni racconti perché troppo forti, specie quelli riguardanti gli esperimenti medici. Il caldo nelle baracche era soffocante, non oso immaginare come centinaia di persone potessero essere ammassate in spazi così piccoli.  Fuori solo pietre, spazi enormi e desolati. Un luogo che fa sicuramente venire la pelle d’oca.

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Cimitero ebraico, Sinagoga e Sachsenhausen

berlinoMolte cose mi hanno colpito in questa città, tra cui il  look un po’ alternativo della  popolazione stile punk e tatuaggi e le donne di mezza età con capelli fluorescenti. Ho osservato gli altri turisti e con piacere ho notato numerosi tedeschi, famiglie o giovani solitari con zaino in spalla, visitare la loro stessa capitale. Ho scoperto che gli ebrei invece di portare i fiori al cimitero, posano pietre sulle lapidi, perché le pietre rimangono nel tempo mentre i fiori appassiscono e non rimangono nel tempo. Ho scoperto che un terzo dei berlinesi sono artisti, in realtà non tutti di successo. Ho percepito la delusione nei racconti di giovani stranieri che sono arrivati a Berlino per inseguire il loro sogno artistico e ritrovandosi ora in una città che sta perdendo la forza attrattiva originale, nel senso che l’arte è fortemente inflazionata e l’eccesso di offerta con il tempo ha portato alla saturazione del mercato. Ho apprezzato la vasta scelta di locali dove mangiare nei quali c’era sempre una scelta vegetariana, Mc Donald’s compreso. Ho notato un numero indefinito di cantieri, tubature colorate in bella vista e biciclette ovunque.

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Dove prima si trovava il bunker

Sotto un anonimo parcheggio condominiale un tempo c’era il bunker dove Hitler e la sua compagna si sono suicidati. Solo nel recente 2006 è stato affisso un cartellone che lo segnala, ma senza essere troppo vistoso. A quanto pare c’è il terrore di nuove forme di fanatismo politico. Berlino nasconde in modo efficace il proprio passato nazista. Ho camminato in piazze e strade dove un tempo accadeva ciò che ho sempre studiato nei libri di storia.

Berlino merita una visita almeno una volta nella vita sia per la sua storia e l’insegnamento che ne deriva che per il suo ritmo così vitale di oggi e gli infiniti stimoli culturali, artistici e l’ampio respiro di una delle più importanti capitali europee.

2 commenti:

  1. L’immagine che avevi tu mi ricorda più la Baviera (mai stata a Monaco?)! Quanto all’attitudine punk devi pensare che la Germania e in particolare Berlino è stata una delle culle della New wave e del Krautrock! Qualche anno fa lo si apprezzava ovunque. Per questo che Berlino rappresentava la terra promessa di tutti i darkettoni! Ne so qualcosa! 😛

    • No, a Monaco non sono ancora stata… sono stata rimproverata da molti per lo stereotipo che avevo! Ho imparato la lezione 😛 ….eeeee cosa vuol dire “ne so qualcosa”? Andavi anche tu in giro con la cresta blu? 😀

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