Enrico d’Albertis, instancabile viaggiatore

“Dalla torre maggiore si scorge Genova tutta, affascinante come odalisca addormentata”

Enrico d'AlbertisGiovedì 20 giugno 2013 ho partecipato alla presentazione delle nuove audio-videoguide al Castello d’Albertis che, grazie all’aiuto di fondi europei e al progetto Accessit, è riuscito nella grande opera di rendere il patrimonio culturale un bene per tutti. Ciò è possibile attraverso modellini per i non vedenti associati all’audio delle guide e, per i sordi, con video, attori che spiegano i contenuti usando la LIS (Lingua Italiana dei Segni) e sottotitoli. Inoltre, nello stesso giorno  è stata presentata l’esposizione permanente dedicata alle Medicine Tradizionali dei Popoli con la partecipazione di Celso (Istituto degli Studi Orientali).

Il mio contributo è stato di tradurre parte dei sottotitoli dall’italiano all’inglese e allo spagnolo. Ho avuto molta soddisfazione nel vedere che il lavoro è stato apprezzato e di comparire tra i nomi degli studenti della Laurea Magistrale in Traduzione e Interpretariato dell’Università di Genova che hanno partecipato al progetto.

Enrico d'AlbertisIl Castello d’Albertis nel quartiere di Castelletto si impone sulla città regalando una vista mozzafiato. Per gli amanti dei viaggi e dei popoli lontani è sicuramente una meta interessante soprattutto per scoprire Enrico d’Albertis, instancabile viaggiatore di fine ‘800.

Nato inizialmente come dimora del capitano Enrico d’Albertis e ora sede del Museo delle Culture del Mondo e Museo delle Musiche dei Popoli, il castello ottocentesco mescola numerosi stili architettonici tra cui il valdostano, il fiorentino, il neogotico e il neomedioevale. Dopo oltre dieci anni di costruzione è stato inaugurato in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla scoperta dell’America nel 1892.

Durante i numerosi viaggi, il capitano D’Albertis ha raccolto numerose testimonianze delle popolazioni indigene che ha incontrato, riuscendo con successo a creare diverse sezioni divise tra America, Africa, Asia e Oceania secondo la logica evoluzionista in voga all’epoca. Ogni stanza ha un tema ben preciso – Sala nauticaSalotto turcoSala colombiana e Sala delle meridiane-  nella quale si trovano libri, reperti archeologici, tappeti, oggetti di ogni tipo come statue, uova di struzzo, animali imbalsamati, trofei coloniali, monili, parrucche, bracciali, sandali e così via… dopo ogni lungo viaggio la sua collezione personale si arricchiva di souvenir, diari di viaggio e fotografie che ritraggono il capitano in ogni continente.

Enrico d'AlbertisPersona sicuramente eccentrica e curiosa, Enrico d’Albertis ha ceduto a Genova la propria grande collezione. Come descriverlo? Genovese di nascita e nello spirito, grande esploratore, viaggiatore, scrittore, etnologo e filantropo. Grazie al suo spirito avventuroso ha viaggiato tre volte intorno al mondo e ha compiuto una volta il periplo dell’Africa. Ha seguito la rotta di Cristoforo Colombo per recarsi a El Salvador e altrettante rotte inusuali per avvicinarsi a popolazioni poco conosciute. Considerando l’epoca storica e le difficili vie di comunicazione, si può dire che Enrico d’Albertis sia stato un viaggiatore davvero esemplare con il quale è difficile, anche al giorno d’oggi, poter competere per numero di viaggi e avventure.

Enrico d'Albertis

Per saperne di più visita il sito www.castellodalbertis.museidigenova.it/

2 commenti:

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