Pensieri sulla letteratura

531319_4139696938222_1304252042_nQuando non è possibile viaggiare, la letteratura è un ottimo modo per scoprire nuovi paesi, storie e culture. Oltre ai classici diari di viaggio, molti romanzi riescono a trasmettere l’autenticità di una nazione grazie alle vicende reali o fittizie dei protagonisti. Negli ultimi decenni in Africa e in Asia si è diffuso in modo esponenziale un tipo di letteratura che ha come obiettivo una nuova identità nazionale e un distacco dai canoni stilistici e tematici dei paesi colonizzatori. Spesso l’autore decide di mantere vocaboli locali (di lingue minoritarie o dialetti) per evidenziare la propria identità e per far immergere il lettore nell’atmosfera esotica. L’uso dei realia serve proprio a questo: la memoria di un popolo vive attraverso le proprie parole e i modi di dire tramandati oralmente di generazione in generazione. La modernizzazione rischia di occidentalizzare ed uniformare il resto del mondo che non ha ancora avuto il tempo di capire bene se stesso. Il giusto equilibrio sta nella convivenza di una pluralità linguistica e nella libertà di espressione.

Attraverso la lettura è possibile viaggiare in modo alternativo e conoscere “dall’interno” un popolo, così come lo descrive l’autore che effettivamente respira e vive quella determinata cultura.

Ho scoperto molto su altri popoli proprio grazie ai romanzi e mi sono appassionata ad alcuni scrittori tanto da ispirare la mia tesi di laurea triennale: una ricerca antropologica sulla società tradizionale del Mozambico basandomi sui romanzi di Paulina Chiziane. Leggendo si può imparare molto più di quello che si crede.

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