Natale a Genova

La tradizione genovese durante le feste

Natale a GenovaE’ già la vigilia di Natale e soprattutto in date come queste le tradizioni di ogni città vengono maggiormente alla luce. In Italia ogni regione ha le proprie usanze per la cena della vigilia o per il pranzo del 25 dicembre, variando dai piatti di carne a quelli di pesce. Vediamo come si festeggia il Natale a Genova…

Nella storia genovese, il Natale è sempre stato festeggiato e nel passato il Doge della città augurava un Buon Natale da un carro, decorato con nastri e campanelli e trainato da buoi. Sopra il carro si portava un grosso tronco di alloro, il quale simboleggiava prosperità e pace. Questa usanza, che prende il nome di Confeugo, è mantenuta anche al giorno d’oggi e,  in alcune città della provincia genovese si brucia un ramo di alloro per ricordare questo antico rito.

Natale a GenovaPer quanto riguarda le tradizioni a tavola, Genova offre vari piatti tra cui i natalini in brodo di cappone, pasta simile alle penne ma lunghe 20cm cotte nel brodo, che simboleggiano le “palanche” (i soldi) oppure i ravioli conditi col tocco un sugo di carne. Altri piatti sono il cappon magro, a base di pesce e verdure, la cima genovese, cuscino di carne di vitello ripieno e poi tagliato a fette e le squisite torte di verdure, soprattutto di zucca, bietole e carciofi.

Forse il simbolo natalizio più famoso della cucina genovese è il tipico pandolce, conosciuto anche in terre anglosassoni come Genoa Cake. E’ un dolce schiacciato e rotondo che deriva dal medioevo e unisce ingredienti italiani, come il pane, ad quelli dal gusto orientale come fiori d’arancio, cedro candito, arricchito con uvetta e pinoli. Dietro questo dolce esiste un antico rituale. Essendo fino al ‘900 un dolce tendenzialmente casalingo, il più giovane della famiglia lo portava a tavola decorato con un rametto di ulivo. Al padre spettava il compito di tagliare le fette mentre la madre recitava messaggi di buon augurio. La prima fetta tagliata veniva conservata per essere offerta al primo povero che bussasse alla porta, mentre la seconda si mangiava in occasione della festa di San Biagio il 3 febbraio.

Natale a GenovaAndrea Doria, doge di Genova nel XVI secolo, ha bandito un concorso per chi, tra i pasticcieri genovesi, trovasse un dolce che potesse rappresentare la ricchezza di Genova, che fosse nutriente e che avesse una lunga conservazione, ideale per i lunghi mesi di navigazione. Per una buona riuscita del dolce, la lievitazione era un passo fondamentale e anticamente le donne di casa impastavano il pandolce e poi la sera lo portavano sotto le coperte per tenerlo al caldo e favorirne il processo.

Per approfondire l’argomento vi lascio alcuni video riguardanti alcune dei piatti tipici citati http://www.viveregenova.comune.genova.it/video_correlati/2957/2954

 

Un commento:

  1. Pingback:Un VegeTurista a… Genova | Viaggiovagando

Cosa ne pensi?