Mouraria: la Lisbona multiculturale

Mouraria streetart

Pericoloso per alcuni, multiculturale ed affascinante per altri, la Mouraria è l’alternativa perfetta ad Alfama, il quartiere tradizionale ormai troppo turistico e caro, se lo scopo della vostra visita è quello di conoscere la Lisbona più storica ed autentica.

Questo quartiere si estende tra la zona di Intendente, Martim Moniz e il Castello di São Jorge. È tuttora un’area molto discussa e sono numerosi i lavori di riqualificazione del territorio da parte della Câmara Municipal e di associazioni come Renovar a Mouraria per rendere l’area più vivibile e sicura per stessi abitanti e per i visitatori con l’obiettivo di includerla maggiormente nei circuiti turistici.
MourariaLa Mouraria mantiene il suo carattere autentico sia per quanto riguarda le tradizioni popolari portoghesi, sia per essere sempre stata nella storia una zona di stranieri. Il suo nome già dice tutto: deriva da Mouros, ossia gli arabi confinati qui dal re D. Alfonso Henriques dopo la Riconquista cristiana. Oggi è uno dei quartieri più multiculturali del centro dove però sembra esserci una certa armonia tra le culture straniere e quella locale.
Camminando sarà facile ascoltare dalle finestre aperte il Fado, la musica tradizionale portoghese, che ha avuto qui le proprie origini (ebbene si, non è nata ad Alfama come molti potrebbero pensare) che deriva dai canti malinconici dei suoi primi abitanti, gli arabi. Largo da Severa è una delle piazzette principali dedicata appunto a Maria Severa Onofriana, la prima fadista di successo. Sono numerose le case di fado e le tascas dove poter mangiare i cibi più famosi della cucina portoghese, dal baccalà alle sardine grigliate a prezzi economici. Il profumo è persistente nella città e vi avvolgerà ad ogni pranzo e cena mentre camminate tra vicoli e slarghi.
Cinesi, pakistani, cingalesi, indiani, arabi ed africani, molti ormai di seconda generazione, popolano il quartiere con i loro commerci e ristoranti. MourariaI due centri commerciali vi trasporteranno virtualmente in Asia. Vale la pena fare un salto, ma se avete intenzione di comprare qualcosa nei negozi cinesi informatevi se vendono al dettaglio dato che la maggioranza dei negozi forniscono all’ingrosso gli altri magazzini della città (inoltre trovare un cinese che parli portoghese o inglese è un terno al lotto). Se camminando vi è venuta fame potete cucinare qualcosa voi stessi comprando nell’ordinato e fornito negozio Hua Ta Li che si trova nella piazza principale di fronte alla metro nel quale potete trovare etichette in portoghese e una proprietaria pronta ad aiutarvi.
Se invece volete un boccone già pronto c’è davvero l’imbarazzo della scelta tra ristoranti indiani, petiscos (stuzzichini) africani, pasticceria cingalese e ormai, molto conosciuti, i ristoranti clandestini cinesi. Piccola curiosità: i cinesi residenti sono circa 500 ma sembrano molto più numerosi grazie alla loro visibilità tra negozi, parrucchieri, agenzie di viaggio, centri benessere, librerie e addirittura la redazione del maggiore giornale cinese destinato alla comunità residente in Portogallo.