Gattorna: tra funghi e didattica

gattorna

Una domenica nell’entroterra ligure

gattornaDomenica 14 ottobre 2012 ho deciso di recarmi nell’entroterra ligure in occasione della 28° Sagra del Fungo ospitata dal piccolo paese di Gattorna, una tra le frazioni di Moconesi, comune appartenente all’area della Valfontanabuona distante una trentina di chilometri da Genova. Come in tutte le sagre, sono stati allestiti ampi capannoni e tavolate e i partecipanti, nonostante il tempo non sempre soleggiato, erano numerosi. I protagonisti della festa erano i funghi locali, raccolti nelle vicine aree boschive. I piatti proposti variavano da pasta di farina di castagne al sugo di funghi, polenta ai funghi, funghi fritti e per terminare il pranzo con qualcosa di dolce delle ottime frittelle di castagne.
In occasione della Sagra è stata organizzata dal maestro Vittorio Rosasco un’esposizione di funghi e di erbe officinali raccolti dai numerosi volontari che partecipano da diversi anni all’evento. L’iniziativa è nata addirittura 28 anni fa con l’intento non solo di proporre ai visitatori una dimostrazione della ricca biodiversità della zona ma anche per informare sulle diverse caratteristiche dei funghi, riconoscendo quelli commestibili da quelli velenosi o mortali. L’esposizione nel corso degli anni ha riscosso molto successo e oggi sono ben 180 i tipi di funghi presenti alla mostra.
Una sezione a parte è stata dedicata alle erbe officinali più comunemente in uso in campo culinario e farmacologico esposte ognuna con un’etichetta che riporta le caratteristiche principali, la reperibilità e gli usi. Quest’anno sono state messe in risalto due piante: l’iperico utile per la cura di ferite e scottature e la stevia, pianta di origine sudamericana dal vago gusto di liquirizia, oggi molto di moda ed usata come sostituto dello zucchero.
Il pomeriggio è continuato al Polimuseo, un centro che accoglie il Piccolo Museo del Giocattolo, il Musegattornao Etnografico, il Museo di Curiosità Naturalistiche e il primo museo a livello italiano del Videogioco, nel quale giochi appartenenti a solo 15 anni fa già sembrano preistoria, come vecchi Nintendo, Gemboy, Tamagotchi, Pacman e così via, fino ai più vecchi computer con tastiere e joystick giganti e schermi piuttosto voluminosi. Questo museo è nato, così come per la mostra dedicata ai funghi, dal progetto di Vittorio Rosasco, maestro di scuola elementare ormai in pensione, per far conoscere ai suoi alunni la natura che li circonda in modo più approfondito. Iniziando una raccolta di flora e fauna locale, con gli anni è riuscito ad espandere la propria collezione anche con specie provenienti dall’estero. Successivamente alla raccolta naturalistica, un altro desiderio del maestro era di studiare e conservare la memoria delle tradizioni della civiltà contadina. Una stanza è totalmentegattorna dedicata agli oltre 600 pezzi, alcuni risalenti perfino a due secoli fa,  donati da studenti, amici e parenti che tracciano la storia dell’artigianato locale e del lavoro dei campi.  Altra stanza dedicata a ricordi e tradizioni è quella del Piccolo Museo del Giocattolo con esemplari di bambole, teatri di burattini, yoyo, marionette e un trenino elettrico. Questa sezione è importante per la città poiché Gattorna è da sempre considerata capitale italiana del “giocattolo povero” e grande produttrice di girandole che sono ancora oggi esportate in tutto il mondo.

Cosa ne pensi?